“Vuoi guarire?” Gv5,6

Il Vangelo di oggi ci pone almeno tre riflessioni. La Prima: “Vuoi guarire?” (v6). Una domanda per niente scontata. La guarigione presuppone la volontà di uscire da una determinata situazione; il desiderio, la voglia e la speranza che qualcosa può veramente cambiare nella nostra vita. Smettere di essere rassegnati e di avere un atteggiamento di vittimismo. La Seconda riflessione: “Prendi la tua barella” (v.8); è il nostro passato, la nostra memoria storica, ciò che eravamo, ma anche ciò che siamo (grazie al cielo). Non è un evento del passato che ci inchioda, ma è ciò che contribuisce a formare la nostra identità, purché, e questo non avviene sempre, siamo disposti a integrarlo nella nostra vita. E’ l’accettazione della verità della nostra storia. Troppo spesso preferiremmo cancellare i nostri errori, come si fa con una gomma su un foglio di carta scritto a matita. Ma a guardare bene, rimane sempre una piccola traccia. Quel ricordo è ciò che ci permette di essere più responsabili, più saggi, capaci di scegliere il bene o il male. Terza riflessione: “Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio” (v.14). Rimanere nella grazia. Presuppone quanto appena detto; essere consapevoli e responsabili di quanto accaduto. Il desiderio di rimanere nella verità, e decidersi finalmente per il bene, per Dio. Fare, insomma una scelta di vita. Il Signore farà la sua parte, ma a noi tocca la nostra.

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