Vocazione alle Nozze

Domenica 20 gennaio’13

Le nozze di Cana, il VeroneseCi sono 4 aspetti da notare nel Vangelo odierno:

  1. 1. Siamo a delle nozze. Le nozze sono la festa delle feste tanto è vero che per esprimere una situazione particolarmente favorevole diciamo: “mi inviti a nozze …”, ed è la festa che ognuno cerca di preparare al meglio quando ne è coinvolto in prima persona.
  2. 2. Queste nozze presentano un problema. Diventano una promessa mancata, manca il vino che non è un elemento marginale. L’acqua rappresenta il gusto neutro, il vino il sapore, l’acqua è il disegno in bianco e nero, il vino il colore della festa. Una bellezza che viene a mancare.La festa risulta svaporata.
  3. 3. Intervento di Dio che parte dall’iniziativa di Maria. Gesù sta fermo ordina e il miracolo viene effettuato, tecnicamente, dai servi. Tutto questo avviene per l’iniziativa di Maria. La Madre, presente alla festa, si accorge della mancanza del vino. Per capire la quantità di vino presente nella giara, si batteva il pugno sulla superfice e si ascoltava il suono, Maria fa questo. Si accorge e comprende il disagio degli sposi. Interviene dunque e chiede in modo molto fermo e sicuro, al Figlio di prendersi cura della situazione. Chiede questo esprimendo il disagio al figlio, nella certezza che Egli non passerà oltre come i personaggi che, vedendo il povero ai bordi della strada ferito e percosso, andranno oltre, ma come il buon samaritano, si chinerà sulle miserie di questi poveri sposi.
  4. 4. Il Maestro di Tavola. Si rende conto del miracolo, si accorge della bontà del vino e si stupisce che lo sposo abbia tenuto fino a quel momento il vino più buono ed è come se lo rimproverasse.

Queste fasi sono la base di ogni cammino spirituale, ripercorriamole pertanto da questo punto di vista:

  1. 1. Prendere coscienza che siamo invitati a delle nozze. È qualcosa su cui meditiamo poco, la nostra vita si focalizza spesso sul vino finito e dimentichiamo la base di tutto questo che è una festa meravigliosa, le nozze, le nostre nozze personali.
  2. 2. Il vino finito è un incidente di percorso. Il peccato è fare entrare alle nozze un ospite sgradito, mettersi in casa un nemico che vuole rovinare la festa. Tuttavia, è necessario focalizzarsi sulla festa stessa, non perdere di vista che ci troviamo alle nostre nozze, che siamo in un clima di gioia e che il resto è tutto risolvibile.
  3. 3. L’intervento di Dio. Giovanni pone importanti annotazioni cronologiche: se le seguiamo al dettaglio, capiamo che ci troviamo ad un sesto giorno. A cosa si riferisce questo sesto giorno? Al sesto giorno della creazione, in cui Dio creò l’uomo visto nella sua realtà completa uomo – donna che si uniscono in matrimonio. Ma l’uomo ha perso il vino. È accaduto qualcosa di non previsto. C’è però qualcuno che si accorge di questo disagio: la Madre di ogni vivente. Lei vive accanto a ciascuno di noi e tiene d’occhio la giara del nostro cuore per vedere a che punto si trova il vino. Costei ha un ruolo fondamentale in questo brano e, consapevoli o no, nella nostra vita personale. Noi non dobbiamo partire per il cammino spirituale senza una duplice consapevolezza: la prima è che la nostra vita va verso un compimento, l’unione sponsale con Dio; la seconda è che accade di finire il vino, accade cioè di sperimentare le proprie fragilità che dobbiamo con fiducia mettere nelle mani accoglienti di Dio.  Il nostro cammino è, essenzialmente, un cammino di guarigione di riscoperta di una meravigliosa bellezza originaria, di una meravigliosa chiamata alle nozze con Gesù. Tale guarigione si compie nell’obbedienza: … fate quello che Lui vi dirà … Maria fa una diagnosi: non hanno più vino. Lasciamo che Maria ci faccia la diagnosi e ci ordini di fare ciò che Gesù ci dirà.
  4. 4. Il Maestro di Tavola. Si accorge del miracolo e rimprovera lo sposo. Secondo alcuni esegeti egli rappresenta Israele e i suoi maestri. Possono essere però anche i nostri conoscenti che si rendono conto del nostro cambiamento e ne rimangono stupiti.

Prendiamo dunque coscienza della bellezza della vita, della nostra vocazione fondamentale che è la festa, le nozze. Mettiamoci nelle mani di Maria che costantemente bussi alla giara del nostro cuore per sentire se c’è vino, se c’è amore, se c’è pienezza o vuoto interiore. Mettiamoci veramente nelle sue mani materne. E lasciamo che ci porti allo Sposo. Sì, perché questo sposo innominato e sconosciuto, colui che si prende il rimprovero del maestro di tavola, è Gesù venuto a cercare la sua fidanzata infedele e che il Suo folle amore ha deciso di sposare. Lasciamo che Maria ci prepari per le nozze con Gesù. Pace e bene, fra Andrea.

1 comment to Vocazione alle Nozze

  • Gina

    Questa spiegazione mi apre alla vita e mi aiuta a sconfiggere le paure quotidiane dell’essere fragile.
    Confido in Dio
    Grazie fra Andrea

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