“Venite dietro a me” Mt 4,19

Venerdì 30 novembre 2012, festa di sant’Andrea, apostolo

Un pensiero personale sulla sequela di Gesù. Passano gli anni e mi rendo conto sempre di più che il messaggio che sono chiamato ad annunziare (la prima lettura di oggi, Rm 10,9-18), non è un parola solamente umana. La Buona Notizia del Vangelo è però affidata a dei poveri uomini come me. Dalla credibilità del testimone, dipende la credibilità dell’Annuncio. Dio vuole ad ogni  costo affidarsi alle fragili mani dell’uomo … mani di creta spesso, che si sgretolano facilmente ogni qualvolta si smette di cercare l’azzurro del cielo. Il Vangelo è però stato affidato a queste mani, che hanno bisogno di diventare ogni giorno sempre più trasparenti, perché la Buona Notizia del Vangelo non venga adulterata, tanto da perdere tutta la sua genuina forza salvifica. La parola che sento forte oggi, nella festa di sant’Andrea apostolo, è la parola TRASPARENZA. La mia vocazione cappuccina riesco a concepirla solamente all’insegna di questa trasparenza. Trasparente come l’acqua di una sorgente che non impedisce di vedere e di scrutare le profondità dell’abisso, nel nostro caso, del cuore di Dio. Essere invisibile pur rimanendo visibile. Essere trasparenza di Cristo. Come un sacramento, la porta di passaggio tra il cielo e la terra. Come un ostia consacrata, fatta per essere consumata. Un pane che non è più pane; un vino che non è più vino. Una carne che non è più la mia carne, ma che, ogni giorno sempre di più, diviene la carne del Cristo che che si fa cibo per il mondo. Un sangue che si versa fino all’ultimo; spremuto fino all’ultima goccia. Perché questa è la trasparenza. Il segno in terra di un amore più grande.

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