Una porta dentro il tempo

Martedì 25 giugno 2013

La porta stretta. A volte questa porta non è solo stretta, è anche scomoda! In questi ultimi giorni, nella mia vita sono accaduti molti fatti, alcuni belli, altri meno. Rispondere al Vangelo, non è così scontato. Del resto, quale pagina del vangelo è scontata o banale? Il problema semmai è da parte dell’uomo, che vede o bianco, o nero; al massimo arriva alle sfumature di grigio! La vita però non è mai né bianca o nera, e nemmeno solo grigia. Perfino in una giornata piovosa, può spuntare inaspettatamente un arcobaleno, e ciò che sembrava in qualche modo compromesso, si trasforma completamente. Aspettiamo segni dal cielo; attendiamo qualcosa, o meglio qualcuno, che ci dica che andrà tutto bene. L’attesa però si può fare lunga ed estenuante, e la porta diventa improvvisamente stretta e lontana. Eppure credo! Credo ogni volta che celebro la Messa; credo che avrò le mie risposte, ma non alla maniera umana. Come ho detto, è soprattutto nell’Eucaristia che ritrovo me stesso, il senso di quello che faccio, il motivo di voler passare ostinatamente attraverso quella porta stretta, terribilmente stretta in qualche momento, ma che ogni qualvolta la intravedo, ne capisco il senso. Sì, perché quella porta si chiama Gesù cristo. Solamente a partire dal mistero del Figlio di Dio che si è incarnato, trovano senso anche i momenti bui e grigi della vita. Questa però non è una lezione che s’impara sui libri! Nasce solo da un incontro con il Signore della vita. Ecco perchè credo.

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