Una buona pensione! (Lc 16,1-8)

Venerdì 8 novembre ’13 – XXXI sett. T.O.

Il Vangelo odierno ci parla di un amministratore scaltro e disonesto. Tuttavia è lodato per la sua scaltrezza che mette a servizio di se stesso ma che potrebbe essere usata per il bene delle anime per il Regno di Dio. Gesù infatti dice come i figli delle tenebre siano più scaltri, più furbi dei figli della Luce e che anche i figli della Luce potrebbero diventare un po’ più furbi per mettere tale astuzia a servizio del bene. Pensiamo a come sono stati furbi, astuti alcuni santi e come avevano capito bene l’arte della pesca delle anime. La pesca per sua natura necessita tanta pazienza e astuzia e tanti santi l’hanno usata, hanno preso sul serio l’invito di Gesù di farci più furbi anche noi figli della Luce. L’amministratore disonesto è stato definito da alcuni studiosi come il prototipo dei ricchi, perché spesso i ricchi lo sono a scapito di tanti poveri. L’azione dell’amministratore che cerca la benevolenza dei debitori per essere accolto poi nelle loro “tende” è segno dell’elemosina che ci rende amici dei poveri che sono coloro che in Cielo, essendoci il ribaltamento di tutto, saranno i primi e quelli che potranno o meno accogliere i ricchi. Anche Paolo dice che la “carità copre una moltitudine di peccati”, così la carità copre tutti i debiti e gli amministratori disonesti di tutti i tempi. La carità è, alla fine, la più grande astuzia. Insomma pensare un po’ di più alla vita eterna. Frate Andrea.

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