“Un uomo piantò una vigna” Mt12,1

Lunedì 4 Giugno 2012

Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano” L’immagine della vigna è un chiaro riferimento ad Israele. Ma se allarghiamo il campo visivo, arriviamo al giardino della Creazione di Genesi (Gn2,8 e seguenti) dove l’uomo è chiamato a prendersi cura di questo giardino. Non è l’uomo il padrone del giardino; ma a lui è stato affidato. Quando perde di vista questo, l’uomo crede che tutto è in mano propria; che tutto gli è possibile. Solo che le leggi della fisica, chimica, etc., non le ha inventate l’uomo, semmai le ha solo scoperte. E quando in preda ai suoi deliri di onnipotenza l’uomo crede di governare il mondo da sole, ecco che commette le azioni più brutali e disumane che la sua mente riesce a partorire. Siamo nel 2012, ma mi sembra che ben poca strada sia stata fatta rispetto all’uomo primitivo; alla faccia del progresso! Almeno l’uomo della pietra non aveva la consapevolezza che abbiamo invece noi oggi. Sì, viaggiamo oltre la velocità del suono, siamo stati sulla luna, possiamo comunicare con chi sta dall’altra parte della terra; così come è possibile salvare una persona che sta per morire grazie alla incredibili scoperte della medicina. Ma oggi, ancora oggi, si muore di fame, di sete e di odio, solo perché non volgiamo condividere quel di più a cui siamo particolarmente attaccati. E se nel terzo mondo si muore di fame, in occidente si muore o per depressione o per noia. Bel progresso …

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