Un tale gli corse incontro … (Mc 10,17-27)

Lunedì 3 marzo ’14 – VIII sett. T.O.

Molto spesso siamo spinti istintivamente da un bisogno di sicurezza, di realizzazione o semplicemente dall’ansia della vita, che ci mettiamo subito in ricerca di chi può in qualche modo rispondere alle nostre attese. Corriamo come il tale del vangelo di oggi; ma quando il gioco si fa duro, impegnativo, immediatamente con la stessa velocità di andata, ce ne ritorniamo sui nostri passi. Forse siamo convinti che esista una specie di bacchetta magica che in qualche modo, e senza troppa fatica, ci faccia ottenere la risposta. La vita è un cammino, uno splendido cammino, che però richiede dedizione e spirito di sacrificio. Richiede, come per la fede, la disponibilità a rinunciare a qualcosa. L’entusiasmo del momento non è sufficiente per raggiungere l’obiettivo. Senza questa disponibilità a vivere la rinuncia, è praticamente impossibile costruire qualcosa.

Questa disponibilità è proprio ciò che il Vangelo di oggi chiede per poter raggiungere quel qualcosa di cui sentiamo mancare in no stessi. Scegliere comporta sempre una rinuncia dolorosa. Più la scelta è importante e la posta in gioco è elevata, e più il prezzo da pagare, il dolore di staccarsi dalle nostre sicurezze, è grande. La libertà, quella vera e non il capriccio egoistico, vale la pena per tutto ciò? Secondo me, si! La libertà evangelica non ha prezzo. Ognuno conosce nel proprio cuore che cosa veramente gli manca per sentirsi realizzato. Forse ciò che non conosce, è quanto sia disposto a perdere per averla. Non basta correre inginocchiandosi davanti a Dio; è necessario mettersi in cammino. Partire tagliando gli ormeggi che ci impediscono di prendere il largo sulla parola di Gesù: “Seguimi”. Fra Marco.

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