Tutti santi.

Solennità di tutti i Santi, 1 Novembre 2012

Vorrei dedicare questo pensiero a tutte quelle persone che sono sante e non lo sanno. Nonostante i tentativi delle solite trovate importate dall’oltreoceano, la solennità di oggi è e rimane un segno di grande speranza. Si, perché essa è la festa di tutti coloro che hanno o hanno avuto una vita normale in comunione profonda con Dio. Tutti quelli che, se anche non verranno scritti nel calendario liturgico, sono scritti nel cuore di Dio. Tutti quelli che non hanno fatto miracoli, guarito i malati, sanato lebbrosi o scacciato demoni. Persone che però hanno saputo amare e lo hanno fatto nel modo più normale e più semplice possibile. Mi riferisco a tutti coloro che hanno versato lacrime di amore di nascosto, elargito carezze cariche di tenerezza senza che nessuno ne ne sia mai accorto. Ascoltato sfoghi e solitudini con pazienza, senza mai guardare l’orologio o dare segno di noia, solamente perché avevano compreso che la persona che avevano davanti mendicava briciole di attenzione per sentirsi viva. Insomma è la festa di coloro che si sono accorti che un sorriso non costa nulla, e che chi ti passa vicino non è un mai estraneo. È la festa di un papà che per tutta la vita si è alzato ogni mattina per garantire un futuro ai propri figli, o di una madre che nonostante i figli si siano dimenticati di lei nell’oblio del loro egoismo, non rimpiange le notti insogne passate a vegliare sul proprio bambino. E la sua solitudine diventa l’ultimo sacrificio che offrirà a Dio invocando il perdono per la propria prole. Ecco perché fa proprio bene celebrare la solennità di oggi: aiuta a ricordare quanti nella nostra vita ci sono passati vicino e ci hanno sfiorato con carezze d’amore e noi magari non ce ne siamo nemmeno accorti fin tanto che quelle carezze erano divenute pane quotidiano, e ormai abitudine indifferente per i nostri cuori pietrificati dal egoismo. Oggi, riaprite il cuore ai ricordi, come si apre un vecchio album di famiglia, e ringraziate per tutto l’amore che avete ricevuto senza volerlo.

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