“Trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso” Gv12,3

Perché tanto spreco? E’ la domanda di chi non hai mai incontrato Dio, di chi non è mai riuscito ad entrare in relazione con Lui. Quanto vale la sua presenza in mezzo a noi? Non è lo sfarzo esagerato; no. Ma è il riconoscere la Sua presenza reale, il suo essere in mezzo a noi. Spesso, ci si dimentica che cosa succede durante una celebrazione eucaristica. Preferisco semplicemente fermarmi a riflettere sulle parole di un santo universalmente riconosciuto. “Facciamo attenzione, noi tutti chierici, al grande peccato e all’ignoranza che certuni hanno riguardo al santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo e ai santissimi nomi e alle sue parole scritte, che santificano il corpo. Sappiamo che non ci può essere il corpo se prima non è santificato dalla parola. Niente infatti possediamo e vediamo corporalmente in questo mondo dello stesso Altissimo, se non il corpo e il sangue, i nomi e le parole mediante le quali siamo stati creati e redenti “da morte a vita”. Tutti coloro, poi, che amministrano così santi ministeri, considerino tra sé, soprattutto quelli che li amministrano senza discrezione, quanto siano miserandi i calici, i corporali e le tovaglie sulle quali si compie il sacrificio del corpo e del sangue del Signore nostro. E da molti viene lasciato in luoghi indecorosi, viene trasportato senza nessun onore e ricevuto senza le dovute disposizioni e amministrato agli altri senza discrezione. Anche i nomi e le parole di lui scritte talvolta vengono calpestate, perché “l’uomo carnale non comprende le cose di Dio”. Non dovremmo sentirci mossi a pietà per tutto questo, dal momento che lo stesso pio Signore si consegna nelle nostre mani e noi l’abbiamo a nostra disposizione e ce ne comunichiamo ogni giorno? Ignoriamo forse che dobbiamo venire nelle sue mani? Orsù, di tutte queste cose e delle altre, subito e con fermezza emendiamoci; e ovunque troveremo il santissimo corpo del Signore nostro Gesù Cristo collocato e lasciato in modo illecito, sia rimosso di là e posto e custodito in un luogo prezioso“. Sono parole di san Francesco d’Assisi (Lettera a tutti i chierici sulla riverenza del Corpo del Signore). Chiunque tu sia, da come celebri, da come partecipi alla santa messa, si capisce in che cosa credi o in Chi credi.

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