“Tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via” Lc4,42

Mercoledì 5 settembre 2012

 

Giungere alla maturità della fede. Tutti cercano Gesù dopo che ha compiuto guarigioni; ma lui, il Signore, non si lascia trattenere o imprigionare dagli uomini e dalle loro necessità. Se va dunque altrove ad annunciare il Regno di Dio. Sorge dunque una domanda nel nostro cuore: perché questo suo atteggiamento apparentemente contraddittorio? Annuncia la libertà ai prigionieri, agli oppressi; guarisce molti, ma non tutti. Dimostra altresì una tenerezza senza pari, come nel Vangelo odierno, chinandosi su di una persona malata, ma all’improvviso prende e se va! Perché? La sua priorità è un’altra, d’accordo. Il Vangelo racconta che la gente cerca di trattenerlo; cioè la tentazione di sempre: quella di piegare Dio ai propri bisogni, perdendo così di vista le esigenze del Regno. Quando Dio ci sembra lontano, forse, dovremmo riflettere sul fatto che anche noi abbiamo cercato di costringere Dio a piegarsi, e non a chinarsi, ai nostri schemi, impedendoli così di poter agire nella nostra vita secondo quella che è la sua volontà e la sua libertà. A volte abbiamo la presunzione di voler insegnare a Dio come si vive, o peggio come si dovrebbe comportarsi. Proviamo a riflettere su questo aspetto.

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