“Taci!” Mc 1,25

Martedì 15 gennaio’13

Quando Dio ci impone il suo silenzio. Nel Vangelo ci sono tre categorie di personaggi a cui Gesù impone il silenzio: i discepoli, i miracolati, i demoni. Gesù pretende che si faccia silenzio attorno alla sua persona; che non si riveli la sua identità. Evidentemente, non è sufficiente conoscere l’identità di Gesù per aver realmente compreso che in effetti Egli sia. I demoni conoscono Dio perfettamente, ma lo rifiutano apertamente. I miracolati probabilmente riconoscono solamente l’opera guaritrice di Dio, l’aspetto straordinario, ma sembrano rimanere ai margini, se non alla periferia, limitando l’azione di Dio all’aspetto miracolistico. Infine, i discepoli sono chiamati a percorre il lungo cammino di conoscenza di Dio che dovrà necessariamente passare attraverso la purificazione della Pasqua di Gesù. Gli entusiasmi che nascono dalle esperienze iniziali di Dio, per quanto veri e autentici, hanno però bisogno di essere ridimensionati, e dunque purificati, dalla quotidianità, che porta in se il peso della fatica, della sofferenza e in fine perfino della morte. Soprattutto l’esperienza di Dio necessità di essere purificata dall’idea che tale esperienza comporta; un idea che frequentemente è accompagnata da una certa presunzione che tende a ridurre Dio alla nostra personale esperienza, e che malgrado tutto, si finisce per assolutizzare. Si comprende bene a questo punto l’imposizione del silenzio da parte di Dio. Ai demoni e ai miracolati per evitare fedi trionfalistiche. Ai discepoli, il silenzio è imposto per consentire l’accesso al mistero pasquale che necessariamente passa attraverso la passione di Gesù; la croce che ogni discepolo è chiamato a portare ogni giorno, comporta così l’accesso non solo alla conoscenza più intima di Dio, ma come conseguenza diretta, la purificazione da un immagine di Dio che non solo è dovuta alla presunzione dell’uomo, ma soprattutto non lo salverebbe. Ecco che allora, il discepolo deve armarsi di tanta umiltà per stare al passo con un Dio che si rivela soprattutto tacendo. Un aspetto, questo del silenzio, che dovrebbe farci riflettere seriamente sulle troppe parole della società di oggi …. cristiani compresi.

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