“Sulla necessità di pregare sempre” Lc18,1

Sabato 17 novembre 2012

Santa Elisabetta d’Ungheria. In una delle lettere del direttore spirituale di Elisabetta, c’è sempre un particolare che mi colpisce a proposito della sua preghiera: quando ella usciva dalla sua preghiera privata, emanava dal volto un mirabile splendore e dai suoi occhi uscivanoi come dei raggi di sole. Un particolare per niente trascurabile e che mi ricorda l’esperienza contemplativa di santa Chiara di Assisi, così come la descrive nella terza lettera ad Agnese di Praga: “Colloca i tuoi occhi davanti allo specchio dell’eternità, colloca la tua anima nello splendore della gloria , colloca il tuo cuore in Colui che è figura della divina sostanza, e trasformati interamente, per mezzo della contemplazione, nell’immagine della divinità di Lui. Allora anche tu proverai ciò che è riservato ai suoi soli amici, e gusterai la segreta dolcezza che Dio medesimo ha riservato fino dall’inizio per coloro che lo amano” (ff2888-2889). Due donne, Chiara e Elisabetta, che oggi avrebbero tanto da dare alle donne di oggi. In mondo dove l’umanità sembra aver perso la propria identità, queste due donne credo possono davvero insegnare la strada per ritrovarsi. Hanno passato ore davanti allo specchio spirituale, che è il volto stupendo di Cristo, e li si sono ritrovate, gustando la divina dolcezza che rasserena i volti, fortifica la volontà, e rende liberi. Questa sia una dedica a tutte quelle donne che sono alla ricerca della propria identità e del proprio ruolo nel mondo. Se posseggono Dio, nulla gli manca. Il resto è tutta vanità. Pace e bene.

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