“Stava in preghiera, il cielo si aprì…” Lc 3,21

Battesimo del Signore, domenica 13 gennaio’13

Pregando. Questa è la parola chi attira la mia attenzione nella meditazione personale di questa mattina. Il Vangelo ci racconta che Gesù stava pregando, dopo aver ricevuto il battesimo dal Battista, quando il cielo si aprì, e discese lo Spirito Santo. La forza della preghiera! Mentre sto scrivendo, ho appena terminato la preghiera personale. Ho già celebrato la Messa; ho colto le difficoltà di molte persone, le loro richieste. Soprattutto ho capito una cosa: non ce la possiamo fare da soli. I nostri sforzi sono vani se non chiediamo aiuto a qualcuno. Ecco il senso della Messa. Sono troppo enormi le difficoltà per potercela fare solamente con la nostra volontà. Nell’Eucaristia, però, riceviamo ciò che saremo, ciò cui siamo chiamati a essere. Riceviamo la forza per affrontare le difficoltà di domani, e di dopo domani ancora. E’ però nel dialogo intimo con Dio, che le nebbie del mondo si diradano, lasciando penetrare nel nostro cuore, e in quello di chi ci vive accanto, la luce di Dio. Prima ancora di essere una preghiera di richiesta, infatti, essa deve essere un dialogo intimo e profondo con Lui. Una preghiera che apre alla comunione non solo con Dio, ma con il mondo intero. Limitare la preghiera solo alle nostre esigenze personali, ė limitare l’azione di Dio. Ecco che allora nella preghiera tutto si trasforma. Il sole pallido che la nostra povera fede tiene acceso, improvvisamente riscalda i cuori più freddi diradando le tenebre che li avvolgono. Quale forza abbia la preghiera fatta con fede, non lo capiremo mai abbastanza; come non capiremo mai quale grazia abbia l’Eucaristia nella vita di un cristiano. Più della disperazione, la preghiera può; più delle parole, una preghiera silenziosa, fatta con fede, può aprire il cielo!

1 comment to “Stava in preghiera, il cielo si aprì…” Lc 3,21

  • Sara

    …”E’nel dialogo intimo con Dio che le nebbie si diradano”…non capiremo mai quale grazia abbia l’Eucarestia”…

    La nebbia…quante volte ci ho passato ore, nella nebbia, quella reale…ed ho preso spunto per meditare oltre il fatto fisico…
    Mentre ci camminavo dentro non vedevo niente ma sapevo bene dove stavo andando, avevo intuito il sentiero e mi fidavo del cammino.
    Così ho pensato che la stessa cosa accade anche nella vita spirituale: spesso non vedo dove sto andando ma Qualcosa (o Qualcuno) mi fa sentire se percorro o meno la via “giusta”; e questo “Qualcosa” per me è quello che tu hai chiamato “dialogo intimo con Dio” che passa attraverso le sue Parole (più o meno nebbiose come le parabole ma efficaci anche se non si comprendono) e le sue Non-Parole (cioè attraverso l’Eucarestia e gli altri sacramenti).
    L’altra notte feci un sogno:
    ero in compagnia di altre persone in un ambiente familiare ma non potevamo comunicare normalmente von la voce, bensì attraverso uno strumento simile ad una vecchia cornetta telefonica e quindi non “faccia a faccia”. Ma quello strumento non bastava…
    Ognuno aveva in dotazione delle caramelle circolari bianche che doveva scambiare con la persona con cui voleva “parlare” (telepaticamente). Così, l’uno mangiando le caramelle dell’altro riuscivamo a comunicare.
    Tra le tante caramelle che non sapevano di un gran che ce n’erano alcune che appartenevano ad una persona che riconoscevo intimamente ma di cui non vedevo il volto.
    Mangiando le sue caramelle venivo invasa da una sensazione di pienezza, di gioia e di amore; e preferivo le sue a quelle di tutti gli altri perchè, oltre ad essere la cosa più buona che avessi mai mangiato mi permettevano di stare in compagnia di questa persona così affascinante, luminosa e magnetica…
    Io non so cosa direbbe Freud di questo sogno…magari mi consiglierebbe un buon consulto psichiatrico!! Ma a me piace pensare che Gesù abbia parlato al mio cuore nella notte invitandomi a non trascurare l’Eucaristia, punto di partenza, di inizio e mezzo per realizzare quel dialogo intimo con Dio che è la mia preghiera.
    E quando mi sono svegliata è stato come se un raggio di luce avesse attraversato quella nebbia dove spesso cammino…

    Sara

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