Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?

Mercoledì 23 ottobre ’13 – XXXIX sett. T.O.

L’aspettare la venuta di Gesù nella propria vita è davvero l’atteggiamento più intelligente che ci sia. Tante volte viviamo come se quel giorno non dovesse arrivare mai invece ogni giorno della nostra storia personale che passa è un altro passo avanti verso quel momento. Dovremmo fare un percorso a ritroso, vedere la vita non solo dal suo nascere ma cercare di immaginare il giorno del nostro incontro con Dio che è la cosa più sicura che possa esserci e di lì fare un cammino a ritroso. È un cammino che non sappiamo quante giornate duri, ma possiamo cercare di pensare cosa vogliamo costruire in questo tempo che abbiamo. Madre Teresa di Calcutta diceva: Vivi questa Messa come se fosse la tua prima Messa, vivi questa Messa come fosse la tua ultima Messa, vivi questa Messa come se fosse la tua unica Messa.
Questo potrebbe valere anche per ogni nostra giornata, viverla come fosse la prima, l’ultima, l’unica.
Se vivessimo con questa consapevolezza eviteremmo litigi, cercheremmo di vivere in pace con tutti, pregheremmo di più, saremmo meno attaccati alle ricchezze, insomma vivremmo una vita santa. Allora cerchiamo di vivere il “solo per oggi” che Papa Giovanni XXIII scrisse: “oggi pregherò di più, tanto è solo per oggi; oggi perdonerò tutti, tanto è solo per oggi; oggi sarò caritatevole con tutti, tanto è solo per oggi …”.
Quello che ci blocca è credere che dovremo fare una cosa per tanto tempo, se invece pensiamo che è solo per oggi possiamo trovare la forza per fare molto; tra noi e Dio c’è uno spazio brevissimo che si percorre in una giornata appunto oggi. L’ora che il padrone di casa non conosce è l’ora del presente che è tempo di grazia e che spesso, molto spesso ignoriamo. Il “Ladro”, in questo caso Gesù, viene sempre nel presente, nell’attimo presente della nostra vita ma molto spesso non ci trova in casa poiché noi siamo o nel passato a piangere disperatamente i nostri errori o nel futuro a pre-occuparcene.
Gesù è il Ladro che ci porta via le nostre sicurezze per liberarci dalle nostre schiavitù; chi è povero non ha paura dei ladri, come Francesco che anzi rincorse i ladri cacciati dai suoi frati a Montecasale.
Gesù continua dicendo: “Anche voi tenetevi pronti”. Gesù non si ferma al rimprovero ma si apre all’esortazione per aiutarci a cambiare, “tenetevi pronti” è un invito a fare qualcosa nel futuro; anche se non siamo pronti e vigilanti possiamo diventarlo con l’aiuto di Gesù. “Il Figlio dell’Uomo verrà nell’ora che non pensate” il momento è ignoto, viene in ogni attimo presente, verrà poi anche alla fine della nostra vita terrena. Pensiamo troppo poco alla nostra morte!
Se ci pensassimo di più riusciremmo a vivere molto meglio il nostro presente nel modo più giusto e anche distaccato. Gesù infatti c’invita a prendere coscienza che noi siamo “amministratori”, niente ci appartiene direttamente, siamo amministratori di beni esteriori ed interiori che Dio ci ha donato ed affidato e che comportano una grande responsabilità. Renderci conto di tutto questo è vera sapienza e ci aiuta a vivere più serenamente e con più amore ogni momento della vita ed in particolare il più importante, cioè l’attimo presente nel quale passa costantemente lo sposo per curarci e trovarci svegli in attesa pieni di desiderio di Lui e di gioia. Frate Andrea.

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