Signore, mostraci il Padre e ci basta!

Venerdì 3 maggio ’13

Il desidero di Filippo di vedere il Padre rivela al tempo stesso il limite di una fede che riduce la persona di Gesù solamente alla sua umanità, ed è incapace di aprirsi alla divinità. È una fede immatura, che ha bisogno di crescere e di aprirsi. Lo stesso avviene per noi quando andiamo alla ricerca di  segni particolare o manifestazioni straordinarie, rinunciando a quella pienezza che deriva da un incontro autentico con la persona di Cristo. Ci dovremmo seriamente domandare che cosa vediamo veramente di Gesù? Il rapporto con Lui riempie la nostra vita, oppure siamo sempre alla ricerca di una qualsivoglia novità? Perché, se le cose stanno così, forse dovremmo incominciare a dubitare di conoscere davvero Gesù. È Lui la novità del Padre, il suo rivelatore; la porta d’accesso a tutta la Divinità. Tutte la pratiche devozionistiche, di qualsiasi natura esse siano, se non ci portano ad una maggiore conoscenza del Figlio di Dio, sono fuorvianti. Una autentica spiritualità deve portarci ad una sempre più intensa familiarità con Gesù; anche ad una maggiore confidenza che non lascia spazio alla paura o ai sensi di colpa. Questo è possibile solamente da un incontro con la sua persona, fondato prima di tutto dall’amore di Gesù che si china sulle nostre miserie per guarirle e curarle. Si tratta di lasciarci sorprendere e coinvolgere in un amore che ci sovrasta enormemente. Quest’amore, che è l’amore stesso del Padre per il Figlio, e che il Figlio vuole, non solo farci conoscere, ma soprattutto donare a ognuno di noi. Dunque non esitiamo a farci coinvolgere; ma soprattutto, accogliendo l’invito della Madre santissima di Gesù, facciamo quello che ci dirà! (Gv 2,5).

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