“Signore, insegnaci a pregare” Lc11,1

Mercoledì 10 ottobre2012

Si racconta che coloro che assistevano alla preghiera di Giovanni Paolo II tornavano a casa toccati interiormente dalla grazia. Quello che più colpisce quando siamo vicini ad un uomo o ad una donna di preghiera, è la presenza in loro di Dio. Tutto questo vale ancora di più per coloro che si accostano al Signore. L’esperienza dei discepoli accanto a Gesù è qualcosa di indescrivibile, tanto che l’evangelista Luca ci racconta solo gli effetti esteriori del fatto: un desiderio forte di imparare a pregare. Non ho trovato parole più belle di queste di Henri Caldelari, un missionario francese, per descrivere tale esperienza: quanto più frequenti il Signore, quanto più ti familiarizzi con lui, tanto più la sua Parola abita in te e ravviva il tuo desiderio. Essa ti trasforma come fa il lievito con la pasta. Senza che tu te ne renda conto, la Parola fa scaturire  in te, nelle profondità del tuo essere, un bisbiglio: un mormorio discreto di un polla d’acqua che cerca la sua via e si riversa su di te: ti calma senza farti violenza. Ti accorgi di essere inondato da un’autentica felicità. Uno slancio d’amore invade il tuo essere, un canto di riconoscenza sale dalle profondità della tua anima, un vivo desiderio di Dio ti sconvolge e ti porta a lui. … Il tuo cuore diventa preghiera. (H. Caldelari, Immergersi nel cuore di Dio, Città nuova).

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