“Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare” Lc17,10

Martedì 13 novembre 2012

Siamo sempre alla ricerca di applausi, di conferme, o dell’approvazione degli altri. Fatichiamo ad essere liberi, liberi interiormente. La parola che oggi Gesù ci rivolge, invita invece ad essere semplici. Siamo fortemente convinti che quando abbiamo fatto il nostro dovere, abbiamo diritto ad una ricompensa. Insomma, una ricompensa, ce la meritiamo davvero! Dimenticando che stiamo semplicemente rispondendo all’amore che abbiamo ricevuto gratuitamente da Dio. Tutto abbiamo ricevuto, e dovremmo essere invece grati a Dio per il bene che riusciamo a compiere. Per san Francesco il ritenersi in qualche modo creditori di un qualche cosa, fosse anche la sola approvazione degli altri, è un furto che si opera nei confronti di Dio. Troviamo infatti nelle ammonizioni: A questo segno si può riconoscere il servo di Dio, se ha lo spirito del Signore: se, quando il Signore compie, per mezzo di lui, qualcosa di buono, la sua “carne” non se ne inorgoglisce -poiché la “carne” e sempre contraria ad ogni bene -, ma piuttosto si ritiene ancora più vile ai propri occhi e si stima più piccolo di tutti gli altri uomini (Amm. XII, FF161). E ancora: Beato quel servo (Mt 24,46) il quale non si inorgoglisce per il bene che il Signore dice e opera per mezzo di lui, più che per il bene che dice e opera per mezzo di un altro. Pecca l’uomo che vuol ricevere dal suo prossimo più di quanto non vuole dare di sé al Signore Dio (Amm. XVII, FF166). Se davvero quell’amore che abbiamo ricevuto ci ha accarezzato nel profondo del nostro cuore, dovrebbe bastarci … perché chi ha Dio, nulla gli manca.

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