Si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato (Mc 6,30-34)

Sabato 8 febbraio ’14 – IV sett. T.O.

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Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po”. Una pagina del Vangelo di Marco che, con molta semplicità, ci parla della preghiera: “si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato” (v.30). Andare da Gesù, intorno a lui, e raccontargli tutto. Definizione più semplice di questa? La preghiera diventa così riposo (v. 31). Quando sei sotto pressione preghi sicuramente più intensamente, ma rischi comunque che il quotidiano, le persone, il prossimo, in alcuni momenti ti assorbano a tal punto che ti dimentichi di te stesso, o addirittura, come lo stesso brano del vangelo ci ricorda, di mangiare (v. 31). Prendersi del tempo per riposare nella preghiera! Sì, avete inteso bene: riposare nella preghiera o la preghiera come riposo! É in questi momenti così necessari tanto vitali, che riassapori tutta la bellezza della preghiera, e tutta la sua forza risanatrice. Ti riappropri non solo di te stesso, ma permetti alla presenza di Dio di rappacificarti con tutto. Non può però essere una fuga momentanea dal mondo. Non puoi dimenticare la realtà. Semmai è un portare la realtà verso Dio. Parlare a Dio degli uomini. Incontrare gli uomini attraverso Dio. E poi ritornare verso l’umanità. Se c’è tanta confusione oggi, è proprio perché si è smarrita questa dimensione della preghiera.

Un’attività basata sulle frenesie e gli impulsi dell’ambizione umana è un’illusione e un ostacolo alla grazia. Intralcia la volontà di Dio. Dobbiamo imparare a distinguere tra la pseudo- spiritualità dell’attivismo e la vera vitalità ed energia dell’azione cristiana guidata dallo spirito. Al tempo stesso non dobbiamo creare una frattura nella vita cristiana presumendo che ogni attività sia qualcosa di pericoloso per la vita spirituale. La vita spirituale non è un quieto ritiro, un vegetare nel tepore di una serra di pratiche ascetiche artificiali inaccessibile a chi vive una vita comune. E’ anzi nei doveri e nelle azioni ordinarie della vita che il cristiano può e deve sviluppare la sua unione spirituale con Dio” ( da T. Merton, Vita e santità, Lindau, 2009, p. 9). Pregare, ma pregare sul serio, è qualcosa di grande! Fra Marco.

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