Si alzò e lo segui… (Mt 9,18-26)

imageLunedì 4 luglio ’16 – XIV sett. T.O.

Giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli”. La vita spesso è un intreccio di incontri, come quello raccontato da Matteo nel Vangelo odierno. Pur raccontandolo con scarsità di particolari rispetto ad esempio la versione di Marco, la narrazione ci riporta all’essenziale dell’esistenza, della vita o di un incontro. Credo sia l’unica volta in cui è Gesù a seguire qualcuno; di solito, infatti, sono gli altri a seguirlo. Interessante il fatto che pure i discepoli accompagnano questo cammino. Dio si lascia portate dalla fede schietta di questo uomo: “ma vieni…”. Un Gesù che si lascia condurre, guidare dall’amore di questo padre per la propria figlia. Amore che diventa fede nel Signore della Vita. C’è ampio spazio di manovra per l’uomo. Gesù sembra sottomettersi alle regole di un incontro nuovo, senza mettere un limite, un confine, un muro. È aperto allo spazio dell’altro. Si lascia appunto portare. Quasi chiedesse all’uomo di tracciare in qualche modo una strada. Addirittura di chiedere all’uomo di assumersi la responsabilità di un cammino nuovo sul quale far passare Dio. Forse questo brano ci coglie del tutto impreparati, tanta è la libertà che Dio ci dona. È una relazione che genera fede pura, autentica, nella libertà e nell’amore che solo un Dio dell’incontro può creare. Forse la mediocrità di una fede inautentica è incapace di aprirsi a tanta libertà. È la confidenza degli amici di Dio. Una confidenza che dovrebbe anche farci capire che Dio è dalla nostra parte. Negli avvenimenti imprevisti della vita (questo almeno mi sembra sia anche il contesto), Egli, Dio, sempre ci accompagna e non ci lascia soli. Perfino nei momenti di sofferenza peggiori, c’è sempre una via d’uscita, se ci fidiamo di Lui. E’ necessario però non precludere nessuna via … nemmeno quella della morte. L’ultima parola, in effetti, è sempre la sua. Tale confidenza, lo ripeto, può nascere solamente da una familiarità costante con Lui. Da un rapporto quotidiano attraverso la preghiera, la meditazione della sua Parola e i sacramenti. Non a caso il Vangelo di Matteo si conclude proprio con queste parole: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni. fino alla fine del mondo” (Mt28,10). Buona giornata, fra Marco.

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