Sequi vestigia eius

Venerdì 20 settembre ’13 – XXIV sett. T.o.

Il seguito di Gesù. Oggi il Vangelo ci parla di coloro che seguono Gesù. Di loro si dice pochissimo;  sono però ricordati i loro nomi. Uomini e donne che hanno deciso di credere al suo annuncio. Non sono persone perfette: basta ricordare Giuda Iscariota che lo tradirà; Pietro. Una donna di dubbia serietà. La lista potrebbe essere lunga. Gesù gli accoglie, gli accetta al suo seguito. Dio non si rivela a persone già perfette; ne questa predilezione e rivelazione costituisce una garanzia. Il Signore rischia, accetta di mettersi in gioca anche quando sa che perderà in partenza. Offre a tutti una possibilità. È in fondo il padre della parabola di domenica scorsa; il padre, ma sarebbe meglio dire il Padre con la P maiuscola, che accetta di correre il rischio di perdere un figlio pur di ritrovarlo. La vita a volte è strana, ironica. Comprendi veramente il valore delle cose solo quando non le hai più. Il problema è che spesso siamo distratti, incastrati nei nostri ragionamenti, accecati dalle nostre personali ambizioni per vedere la realtà che ci circonda e possedere una visione più ampia. Proprio per questo il seguito di Gesù subirà una crisi durante gli avvenimenti drammatici della passione. Una crisi preannunciata già durante il cammino alla sequela di Gesù. Ė sintomatico che ad ogni annuncio della passione, i discepoli hanno una reazione: incomprensione, smarrimento, paura. I capitoli di Marco dedicati alla sequela, cioè i capitoli ottavo, nono e decimo, evidenziano in modo drammatico questa realtà. Siamo dunque chiamati anche noi a verificare la nostra apertura o chiusura innanzi al Dio che si rivela, per non rimanere scandalizzati quando lo stesso Dio parla un linguaggio diverso da quello che ci aspettiamo. Non ė un Dio diverso, ma un parlare completamente nuovo ed inaudito. C’è posto per tutti al seguito di Gesù; ma non tutti, purtroppo, sono discepoli.

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