“Se vuoi, puoi purificarmi” Mc1,40

"Se vuoi, puoi purificarmi"

"Se vuoi, puoi purificarmi"

 

“Se vuoi, puoi …”. Impressiona il totale affidamento di quest’uomo alla volontà di Gesù. Non pretende nulla; si affida e basta. Ma quest’uomo, malato di lebbra, ha la consapevolezza che Gesù può purificarlo, può restituire quella dignità che gli è stata negata dalla malattia. E’ una fede che lascia davvero a bocca aperta; chi, nella stessa situazione non vorrebbe essere guarito all’istante? Invece quest’uomo, in cui non si coglie rabbia per la disgrazia che l’ha colpito, antepone una particella “se” che lascia spazio alla libertà di Dio. Un “se” che scuote le viscere più profonde di Dio … lo muove a compassione (cioè le rahamim, letteralmente  l’utero  femminile). E’ il fremito, il sentimento spontaneo che nasce dal cuore (le viscere per gli ebrei)  che fa vibrare un essere per un altro, come la madre per il proprio figlio. Gesù si commuove, tende la mano, lo tocca e solo alla fine parla. Un movimento che parte dal di dentro e che supera ogni barriera. Forse c’è da imparare qualcosa sia dal lebbroso che da Dio…

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