“Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla” Gv8,54

Io non cerco la mia gloria” (Gv8,50).  La gloria (Kavod in ebraico; doxà in greco) nella Bibbia non è la fama, il successo, l’onore. Per la Bibbia essa indica la ricchezza interiore di un essere, ciò che è costitutivo in essa, la sua consistenza. Così, riflettendo su questa parola misteriosa, gloria appunto, mi sono ricordato di un curiosa libricino letto qualche anno fa che si intitolava: Tutti divi (V. Codeluppi, Ed. Laterza, 2009, pag126, €10,00). Siamo tutti diventati, commenta l’autore, una sorte di divi del momento. Viviamo tutti con il bisogno di sentirci importanti e sempre in prima pagina, in vetrina. Ciò che conta è apparire e che si parli di noi, bene o male non importa. Bisogna essere famosi a tutti i costi. Insomma, schiavi del successo. La domanda che mi faccio io é: E poi? Cioè, che me ne faccio di tutto questo quando il giorno finisce, e scende il sipario, si spengono le luci, e la sala rimane vuota? E io solo? Cosa resta del giorno? Resta veramente poco: un granello di polvere e niente di più! Ma a me questo basta; perché per vivere bene la mia vita è più che sufficiente. Non chiedo di più! Perché so, che ad un momento, all’improvviso, allo squillo di tromba, il soffio del vento, come la brezza del mattino, , mi raccoglierebbe come fa con le foglie secche e mi riporterebbe in vita. “Non vi meravigliate di questo, poiché verrà l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno” (Gv5,28)

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