Ri-conoscere

Sabato 19 ottobre ’13 – XXVIII sett. T.O.

Gesù continua ad incoraggiare e a spronare anche con parole forti i suoi amici a testimoniare senza paura il suo nome. Parla soprattutto ai deboli della comunità e a tutti noi che forse abbiamo paura di testimoniarlo già nel nostro lavoro o con i vicini di casa che forse sono tutti battezzati ma non praticanti, e ancora di più con i non battezzati. Gesù ci sprona con parole forti ma soprattutto ci dice che anche la testimonianza è una grazia di Dio e in particolare ci parla dello Spirito Santo che dà le parole giuste al momento giusto. È l’Amore del Padre e del Figlio e ha il compito di santificare l’uomo e di illuminarlo e di parlare al suo cuore.
Il prefazio della memoria dei martiri dice “Sveli nei deboli la tua forza e doni agli inermi la forza del martirio”. Noi siamo quei deboli e quegli inermi sui quali si riversa lo Spirito di Dio. Bestemmiare lo Spirito Santo è non aver fiducia che Lui può tutto in noi. C’è un abisso nella nostra vita tra quando invochiamo lo Spirito Santo e quando non lo invochiamo. C’è solo una differenza tra un cristiano ed un altro, c’è chi invoca lo Spirito e chi no e questo piccolo particolare cambia il risultato e le scelte concrete della nostra vita.
Quindi impariamo a riconoscere le nostre debolezze e il nostro essere inermi ma non fermiamoci qui, apriamoci all’invocazione dello Spirito Santo, il quale verrà nella nostra vita e la trasformerà completamente.
Provare per credere. Frate Andrea.

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