Questa generazione … (Lc 7,31-35)

Mercoledì 18 sett. ’13 – XXIV sett. T.O.image

Quando non siamo contenti. La similitudine dei bambini illustra un gioco tipicamente dell’epoca messo in atto dai fanciulli stessi. Il gioco consisteva nell’imitare la musica festosa di uno sposalizio o un lamento dei funerali, richiamando l’attenzione degli uditori con una duplice domanda. Perché il gioco riuscisse, era necessario che i fanciulli si attenessero coerentemente alle regole: danzando per lo sposalizio o facendo lamenti per il funerale. Se non vi era intesa, come nel caso di i bambini erano capricciosi o dispettosi, il gioco ovviamente falliva o s’interrompeva. Gesù paragona la generazione del suo tempo a questi bambini, che non vogliono giocare in alcun modo. Forse anche noi lo siamo! Talmente imbevuti di novità, capaci di soddisfare più desideri di quanti possiamo desiderare, siamo annoiati da tutto. Abbiamo sempre qualcosa da ridire, e siamo sempre scontenti. Incapaci di accogliere le cose belle della vita, le cose che ci circondano tutti i giorni. Soprattutto stiamo bene così. Perché in fondo le vere novità, scomodano! Come la novità del Vangelo, che ci costringe a fare i conti con la realtà dei poveri, degli emarginati o di quei poveretti che sbarcano a frotte nelle nostre spiagge. Perché fin tanto che va tutto bene e non ci sono problemi, siamo convinti di essere dei bravi cristiani. Nel momento in cui siamo in qualche modo costretti a fare i conti con questa realtà, la nostra immagine scricchiola un po’. Stare innanzi a Gesù vuol dire prima di tutto compromettersi, in un modo o nell’altro. Compromettersi è una parola pericolosa, ambigua. Può avere una valenza positiva o negativa. Compromettersi vuol dire non poter più tornare indietro; superare il punto di non ritorno. Essa fa emergere tutta la sua drammaticità perché richiama i concetti di totalità e di radicalità. Per cui a questa parola ne segue un’altra di vitaler importanza: vocazione. Altra parola pericolosissima! Perché è una parole che non accetta compromessi, se non il compromettersi fino in fondo, definitivamente, la disposizione a giocarsela fino alla fine, per tornare al Vangelo di oggi. Mettersi in gioco non è poi così scontato.

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