“Quante volte dovrò perdonargli?” Mt18,21

Giovedì 16 agosto 2012

La parabola che Gesù ci racconta, si regge sul contrasto tra l’agire di Dio verso l’uomo e quello dell’uomo verso gli altri uomini. Il primo a perdonare è Dio; ma Egli chiama in causa la risposta dell’uomo, la sua responsabilità verso i suoi simili. L’uomo non può rimanere indifferente. La parabola è molto interessante proprio perché la narrazione progredisce per contrasti. Per esempio il primo servo è debitore verso il suo padrone (che all’inizio è un re!) di una cifra astronomica: 10.000 talenti. Fatte le debite comparazioni un talento equivale all’incirca a 34 Kg d’oro. Per chi si diletta in matematica, se prendiamo la quotazione dell’oro oggi, che è 38,58 € al gr, beh è un debito enorme: 13.117.200.000 di € (euro)! Insomma il bilancio di uno stato. Il secondo servo invece doveva 100 denari, cioè 1/2 Kg d’argento, corrispondente alla paga di un mese di lavoro all’epoca e calcolabile in 350 € (euro). Una cifra più che solvibile. Il perdono che noi riceviamo da Dio è un perdono ben più grande di quello che noi possiamo offrire al nostro prossimo. Queste due dimensioni sono però inseparabili l’una dall’altra, del resto come ci è stato insegnato nella preghiera del Padre Nostro.

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