Pregate! (Lc 18,1-8)

Sabato 16 novembre ’13 – XXXII sett. T.O.

Gesù parla della necessità (dice il testo) di pregare sempre senza stancarsi.
È un appello molto forte, Gesù ci fa capire come pregare non sia solo bello, utile ecc. ma necessario, indispensabile. Questa preghiera deve essere incessante, cioè non deve abbattersi anche quando il Signore sembra non esaudire o è silenzioso. È proprio qui che è necessario continuare ininterrottamente. La preghiera di cui parla Gesù in questo frangente anche attraverso le parabole, è la preghiera di domanda, di supplica, il verbo greco usato significa “avanzare una petizione” o “una supplica”. La preghiera di lode è importantissima, è un grande esorcismo contro la tristezza e fa crescere tanto la presenza di Dio in noi, come dice un canto “più io ti lodo più cresci in me”, ma Gesù oggi ci invita anche a non sottovalutare la preghiera di richiesta, di supplica. Un giorno una donna disse a P. Pio di non voler più chiedere una cosa al Signore perché le sembrava di disturbarlo, P. Pio si arrabbiò e le disse che quella era una grande tentazione e concluse dicendole “bisogna chiedere aiuto anche solo per mettere il filo nell’ago”. Dio è felice di ascoltarci e di esaudire anche le nostre più piccole richieste. Tanti santi padri del deserto sono arrivati alla preghiera incessante attraverso la cosiddetta “preghiera del cuore” o “preghiera di Gesù” che è costituita da poche, pochissime parole: Signore Gesù Cristo abbi pietà di me (peccatore)! Anche Francesco, dicono i biografi, usava preghiere corte e ripetitive “Dio mio abbi pietà di me!” o semplicemente “Gesù Gesù”. Lasciamoci insegnare da Francesco, uomo fatto preghiera, che ha vissuto la preghiera incessante di cui ci parla il Vangelo di oggi.
Talvolta abbiamo peccati o difficoltà che non riusciamo a superare, è indispensabile continuare a pregare anche se in alcuni momenti ci sembra di essere incoerenti, bisogna andare avanti anche quando la preghiera sembra convivere col peccato, bisogna andare avanti e prima o poi la grazia e la liberazione arrivano. Portiamo dunque la preghiera continua, la preghiera del cuore che fu propria di Francesco e di tanti padri del deserto nella nostra mente, nel nostro cuore e sulle nostre labbra e questa preghiera continui giorno e notte come dice il Vangelo; sia nei momenti in cui è più facile credere e sia nei momenti di angoscia. Dio ci esaudirà molto più del giudice che lo fa per interesse. Dio è Padre e ci esaudisce per amore. Un’altra similitudine può essere: il giudice il nostro orgoglio; la vedova, la nostra anima che con la preghiera vince appunto l’orgoglio. Frate Andrea.

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