Perdere e trovare! (Lc 15,1-10)

Giovedì 5 novembre ’15 – XXXI sett. T.O.

Gesù nel suo cammino verso Gerusalemme s’imbatte nuovamente in una polemica con i farisei e gli scribi. L’accusa che viene mossa è molto forte: Accogliere, intrattenersi e mangiare con i peccatori. Mangiare con qualcuno nella mentalità semitica è segno di comunione, amicizia; pensiamo solamente all’istituzione dell’Eucaristia. Per scribi e farisei questa disponibilità neri loro confronti è grave. Questa è la premessa alle tre parabole della misericordia che seguono. Tre parabole che hanno però per soggetto principale Dio stesso; Egli è, infatti, prima il pastore che va in cerca della pecorella sperduta, poi la donna che mette a soqquadro la propria casa per ritrovare la moneta perduta. Infine Dio è il padre misericordioso che ha due figli. Tema unificante di tutte e tre le parabole, è la gioia di Dio nel ritrovare ciò che è stato smarrito. C’è anche un altro filo rosso che lega le parabole: sono i verbi perdere e trovare. Nelle due parabole odierne inoltre emergono i dettagli di questa ricerca affannata; dettagli che esprimono la volontà, l’attenzione, il desiderio di Dio nei confronti dei peccatori. Dio li va a cercare; va a cercare coloro che si sono perduti. Quando li ritrova per Lui è gioia! Una gioia che è di tutto il paradiso! La misericordia Dio non antepone nulla a se stessa; non si parla di pentimento dell’uomo, di morale o cose del genere. Solo della gioia di Dio nel ritrovare ciò che si è perduto: l’uomo! Scribi e farisei, invece, non riescono a gioire: giudicano e disprezzano peccatori e pubblicani. Creano un muro di divisione.

A questo punto non rimane che entrare anche noi nella parabola: qual è il nostro atteggiamento nei confronti dei peccatori, di coloro che sono lontani? Riusciamo a gioire nei loro confronti quando si riavvicinano a Dio? O siamo anche noi come scribi e farisei che mormorano dinanzi alla gioia di Dio che ha ritrovato coloro che si erano persi? In fondo non è proprio questo l’atteggiamento del fratello del fratello maggiore nella terza parabola del padre misericordioso, il quale non riesce a gioire del ritorno a casa del fratello minore? Il gioire con Dio è la prova del nove del nostro cuore: se siamo in comunione con Dio oppure se anche noi, come scribi e farisei, ci scandalizziamo, e a muso lungo mormoriamo! In questo secondo caso, evidentemente siamo proprio noi a esserci perduti! Speriamo che qualcuno ci venga a ritrovare, prima o poi! Buona giornata, fra Marco.

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