“Perché siano una sola cosa” Gv16,11

Mercoledì 23 Maggio 2012

Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi“. E’ la preghiera di Gesù, per i discepoli, per la Chiesa di tutti i tempi, affinché sia conservata nell’unità. La Chiesa rischia continuamente di essere aggredita da un odio che,  se rivolto a Gesù, si ripercuote inevitabilmente su di lei. Per questo è importante non evitare un atteggiamento di vittimismo. E soprattutto, quando la Chiesa, o meglio i cristiani, non danno una buona testimonianza, è necessario assumersene la responsabilità. Gesù non sta parlando dell’odio scatenato dalle infedeltà dei suoi membri. Piuttosto della reazione nascosta di colui che per eccellenza si oppone a Dio, cioè Satana. E’ a questo odio che Gesù si riferisce e chiede al Padre di custodire e santificare i discepoli. Diversa è invece è la situazione di quelli che Paolo chiama “lupi rapaci” (Atti 20,28-30); cioè membri della Chiesa guidati dalle proprie ambizioni, dai deliri di onnipotenza, da una insaziabile avarizia che lo stesso apostolo chiama idolatria. Sono coloro che usano delle “cose” del Regno a vantaggio proprio e per i loro scopi. Questa cattiva testimonianza scatena una repulsione verso la Chiesa, e a volte verso Dio, di cui è necessario non solo assumersi la responsabilità, ma pure il peso, senza avere quell’atteggiamento infantile da vittimismo. Più noi saremo uniti a Dio, più la Chiesa sarà unita. Diamoci da fare!

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