Perché hai dubitato?

Mercoledì 3 luglio ’13

Dubbi. La fede, a differenza del pensare comune, non è mai scontata; essa non è un kit per la sopravvivenza sullo stile del “non si sa mai”. La fede, quando è autentica, ti costringe a fare i conti con la vita; ti provoca nelle più alte profondità dell’esistenza. Ti obbliga ad affrontare le domande che tutti i giorni accompagnano il nostro vivere; domande del tipo “chi sono?”, “perché esisto?”. La fede, ripeto, quando è autentica, non ti permette di fuggire dalla vita. Per questo motivo non deve sorprendere l’apostolo Tommaso con la sua incredulità dinnanzi all’annuncio della risurrezione di Gesù. La fede di Tommaso è stata provata e scalfita dagli eventi drammatici della passione. Non è forse vero che anche la nostra fede viene intaccata e sconvolta ogni volta siamo travolti dai drammi che accomunano tutti gli uomini? Dolore, malattia, calamità … Perfino drammi come la fame nel mondo, non ci fanno forse dubitare su Dio e sulla sua esistenza. Se Dio è buono, perché permette tutto questo? In fondo, il male, come la morte, non fa differenze: riguarda tutti! Il dubbio di Tommaso, a questo punto, anche per i più convinti, è lecito! Perché è umano. Di fronte al fatto reale della morte di Gesù, Tommaso ha visto crollare tutte le sue certezze di discepolo, di ebreo che aspettava la venuta del Regno di Dio e la sua instaurazione. La via di uscita da un’autentico burn-out è sola una: entrare in relazione con il Risorto. Una relazione che può avvenire solamente dal lasciarsi toccare da quell’annuncio fragile: È risorto. Lasciare che queste parole sconvolgano la nostra vita, il nostro cuore. Non importa se ancora non ci crediamo o no; ciò che conta che queste parole tocchino la parte più profonda della nostra esistenza. Se quella frase, “Gesù il Signore è Risorto”, entra in noi, inizia il cambiamento, anche se, ad ogni, costo vogliamo opporci con ogni nostra forza. La Parola è entrata in noi: essa sarà come un tarlo che non ci darà pace fin tanto che non ci metteremo in cammino alla ricerca della risposta. Solo allora, anche noi come Tommaso, toccheremo il Verbo della Vita che si è resa visibile in mezzo. La fede ci costringerà a fare i conti con i problemi della vita, ma ci darà una via d’uscita proprio nell’incontro con il Signore.

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