“Per ringraziarlo” Lc17,16

Mercoledì 14 novembre 2012

Gratitudine. E’ possibile continuare come se nulla fosse mai accaduto? Penso di si. Quando la vita procede con il suo tram tram, come un mare tranquillo senza una bava di vento, penso che possa accadere. Se non aspettiamo più niente, nessuna emozione, nessun segno di umanità, alla fine rischiamo di diventare insensibili a tutto. Perfino alla guarigione. Si ritorna ad una normalità. Ho visto spesso persone, che nel momento del bisogno hanno ricercato Dio, hanno gridato come i dieci lebbrosi del Vangelo di oggi, ma, una volta guariti, sono tornati in quel mare piatto della loro vita. Tutto esattamente come prima … calma piatta. La gratitudine nasce invece dal profondo di un cuore che ha versato lacrime piene di speranza. Un cuore contrito, frantumato, triturato, consumato come vorrebbe la sua etimologia. Un cuore che ha toccato il fondo, e raggiunta la consapevolezza che le sue forza non sono sufficienti, che non bastano, si apre docilmente alla gratitudine. Non basta passare per la prova; bisogna essere salvati. Questa però, è una prerogativa che appartiene a Dio, e non all’uomo. Ogni tanto, leggete il salmo 30, fa bene alla salute.

Inno di ringraziamento per la salvezza ricevuta

Salmo. Canto per la dedicazione del tempio. Di Davide.

Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato,
non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.

Signore, mio Dio,
a te ho gridato e mi hai guarito.

Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,
mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa.

Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
della sua santità celebrate il ricordo,

perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita.
Alla sera ospite è il pianto
e al mattino la gioia.

Ho detto, nella mia sicurezza:
«Mai potrò vacillare!».

Nella tua bontà, o Signore,
mi avevi posto sul mio monte sicuro;
il tuo volto hai nascosto
e lo spavento mi ha preso.

A te grido, Signore,
al Signore chiedo pietà:

«Quale guadagno dalla mia morte,
dalla mia discesa nella fossa?
Potrà ringraziarti la polvere
e proclamare la tua fedeltà?

Ascolta, Signore, abbi pietà di me,
Signore, vieni in mio aiuto!».

Hai mutato il mio lamento in danza,
mi hai tolto l’abito di sacco,
mi hai rivestito di gioia,

perché ti canti il mio cuore, senza tacere;
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre.

 

1 comment to “Per ringraziarlo” Lc17,16

  • Proprio ieri parlavo di questo con una persona!
    Quando eravamo nella grotta, soffrivamo e gridavamo, chiamavamo il Signore chiedendo il Suo aiuto e, nel buio illuminava la nostra vita con la luce della Misericordia, del Perdono e dell’Amore, quando tutto sembrava perduto e all’improvviso, da un giorno all’altro, tornavamo a rivedere gli scintillanti raggi del sole che rompono il cielo grigio e minaccioso…. nonostante le difficoltà quotidiane e l’incoerenza della natura umana (che quando è fuori pericolo dimentica ciò che ha dovuto superare e l’aiuto ricevuto), non possiamo far finta di niente, non possiamo non riconoscere che Qualcuno ci ama veramente, di un Amore non umano ed eterno, non possiamo pensare di essere riusciti a risollevarci da quel baratro da soli, dalla palude delle nostre paure, dalle false sicurezze, spesso vero e proprio carcere dell’anima, che ci siamo accuratamente costruite…
    E allora non possiamo che essere grati di aver ricevuto il dono della Salvezza, ma soprattutto il dono di vedere l’invisibile dietro al visibile, il dono della consapevolezza delle nostre fragilità e della nostra pochezza e della perseveranza nella fede!

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