“Non voi avete scelto me” Gv15,16

Lunedì 14 Maggio 2012

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi“. Uno degli aspetti della fede cristiana, è che si tratta sempre di una chiamata di fronte alla quale l’uomo è libero di rispondere. Ma molti che si avvicinano alla spiritualità, chiamiamola “cristiana”, tralasciano spesso, molto più spesso di quello che essi stessi possono immaginare, questo aspetto fondamentale. Sono infatti affetti da auto-referenzialità, svincolati frequentemente da ogni legame con la tradizione. Sono essi a scegliere il modo, il luogo e perfino i tempi. Insomma è una fede “fai da te”. Si aprono si ad una trascendenza, che però rimane sempre imprigionata in una umanità priva di ogni trascendenza divina. Per dirla con le parole di un noto filosofo, umano, troppo umano.  La spiritualità di questo tipo (autoreferenziale) è cercata per il proprio benessere, per lo stare bene senza compromettersi, per l’autorealizzazione personale, per arrivare in fine ad un “sacro sé”, intoccabile e che in ultima produce auto-salvezza. Non hanno bisogno di nessuno, nemmeno di Dio in fin dei conti; perché tanto, dicono, stanno bene così. E la scusa è sempre la stessa: perché la chiesa, i preti, etc … . Insomma, in un mondo di tuttologi, quelli che sanno sempre tutto e che capiscono tutto loro, non c’é spazio per questa chiamata. Perché semplicemente non siamo noi a chiamare, ma è Lui. E’ Gesù che sceglie, che chiama, e invita alla sequela. Non sono io a scegliere e a decidere il cammino, ma è Dio. Questo è scomodo, perché richiede il sacrificio di una vita, la piena e incondizionata disponibilità. Pretende perfino l’essere  liberi da se stessi. E solo gli umili hanno questa capacità di rispondere.

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