Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello (Mc 6, 14-29)

Venerdì 7 febbraio ’14 – IV sett. T.O.

“Non ti è lecito…”. Prima o poi avviene che le esigenze del Vangelo si scontrino con quelle della società, ma soprattutto con quelle di chi detiene il potere, soprattutto economico. La vicenda storica di Giovanni Battista ancora oggi può insegnarci qualcosa. Se le nostre ambizioni e mire sociali ci stanno più a cuore della verità, pur di conseguire i nostri scopi, siamo disposti a tutto; anche a sacrificare la vita di un essere umano. Sì perché, è più facile sopprimere un individuo che riconoscergli di avere ragione o un diritto. L’odio che possiamo covare nel nostro cuore quando qualcuno ci mette di fronte alla verità, non è altro che la scusa per non ammettere tutto ciò, e soprattutto il pretesto o per nascondere il nostro egoismo. Oggi sono molte le situazioni in cui prevalgono gli interessi economici piuttosto che la dignità delle persone. Si fanno passare per diritti gli egoismi e i capricci umani, e dall’altra parte si ammettono vere e proprie piaghe come l’aborto. Si pretende che chiunque possa adottare un bambino, ma poi ci si avvalla il diritto di sopprimerlo ancora nel grembo di sua madre. Gli evangelisti hanno immortalato quest’episodio di cronaca nera, facendolo divenire Parola di Dio. Ci possiamo interrogare, se ne abbiamo l’umiltà, se davvero appreso la lezione. Possediamo dunque l’umiltà di ascoltare la verità della nostra vita, e la voce o le voci di chi ce la ricorda? Oppure prevalgono i nostri piccoli interressi, economici o sociali? La verità può essere scomoda, ma solo la verità rende liberi – parola di Gesù – (Gv 8,32). Fra Marco.

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