“Non sei lontano dal regno di Dio” Mc12,34

Giovedì 7 giugno 2012

«Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è:Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c’è altro comandamento più grande di questi» (Mc12,28-31). La parola “amore” credo che oggi abbia perso il senso e il valore  che invece meriterebbe. Sicuramente è una delle parole più abusate, e maltrattate. E’ una parola che si mette un po’ ovunque, tanto che non ci facciamo più caso. Le famose “americanate ” (cioè tutta quella serie di film, fiction, serial etc.) ci hanno talmente assuefatto, che non si capisce più niente in materia. Tutto passa, scorre, come l’acqua sotto i ponti. Usiamo spesso la parola “amore” per descrivere quei surrogati dell’amore , che non hanno stabilità, ne perseveranza e nemmeno totalità. E ci fa comodo usarla in questo modo; perché in fondo ci fa sentire a posto. Poiché siamo fatti per amare, dobbiamo in qualche modo illuderci che vada tutto bene, e che noi in qualche modo amiamo. Ma per il Vangelo, amare è una questione vitale; o sei lontano o sei vicino al Regno. Non c’è la via di mezzo. Ci ricorda l’apostolo Giovanni che “Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui” (1Gv4,16). Ma l’amore di cui parla l’apostolo, non è una cosa effimera, passeggera o transitoria. E’ qualcosa, anzi Qualcuno che ha dato tutto se stesso per qualcun altro. Ho imparato dai miei nonni, e ora anche dai miei genitori che cosa vuol dire amare veramente qualcuno. Ricordo ancora oggi, nonostante siano passati vent’anni il giorno in cui mio nonno morì; c’era al suo capezzale nonna. E nel momento in cui nonno esalò l’ultimo respiro, nonna proruppe in un pianto, e dalla sua bocca uscirono le parole più dolci che abbia mai sentito pronunciare: “amore, amore, non mi lasciare”. Non ho più sentito nessuno pronunciare in quel modo tali parole; neanche l’adolescente più innamorato di questo mondo. Perché dietro quelle parole, c’era una vita passata insieme, in mezzo a guerre, fame, povertà e tanti sacrifici. Non c’era spazio per tutte le moine dei giorni nostri, che sono senza senso, perché sono vuote. Ma queste parole, mi rendo conto, hanno valore e le può capire solo chi ha davvero incontrato il vero amore. Per tutti gli altri, lo dico con rispetto, non è rimasto altro che illudersi guardando quelle famose americanate. Io, nel cuore, preferisco portare la memoria di chi mi ha insegnato ad amare con la vita.

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