“Non sei lontano dal regno di Dio” Mc12,34

Domenica 4 novembre 2012
Qual è il più grande dei comandamenti? Abbiamo spesso un’idea sbagliata dei comandamenti; e ciò è dovuto probabilmente ad una riduzione della Scrittura alla sola norma morale o etica, tanto che una tale riduzione si rivela del tutto insufficiente. Già la parola comandamento rischia di essere fuorviante. Il famoso decalogo ci riporta etimologicamente sulla strada giusta: le dieci parole. Ed il riferimento è esplicito: le dieci parole fanno infatti riferimento all’alleanza che Dio ha stabilito con il suo popolo durante il cammino nel deserto, un’alleanza di fedeltà reciproca, attraverso la quale il popolo è chiamato a scegliere Dio. Una scelta che può compierei solamente dopo l’atto di liberazione compiuto da Dio, appunto liberando Israele dall’Egitto. Si, perché si può scegliere solo quando si è liberi. I comandamenti si possono comprendere solo alla luce di questo atto di liberazione. Dieci parole per la libertà, dunque. Si perché, se Israele vuole rimanere libero, deve fare sue queste parole, ricordando continuamente a se stesso, che l’uomo non vive soltanto di pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio (Dt8,1-5). La domanda dello scriba non è per nulla banale. È un fatto vitale. Rimanere fedeli a queste parole vuol dire vivere. Alla consapevolezza di tutto questo però, si arriva solo dopo aver sperimentato il deserto; fin tanto che l’uomo non sperimenta l’amaro della sabbia, il suo viaggio verso la vita non comincia. Un viaggio che può compiersi solo quando, con la grazia di Dio, l’uomo si mette alla ricerca di Qualcuno che gli riempia quel vuoto esistenziale che tutte le illusioni di questo mondo non riescono a riempire. Una presenza, quella di Dio, capace non solo di risanare il suo cuore, ma di condurlo attraverso la libertà alla scelta definitiva: cioè quella di credere in Dio e quella della vita.

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