Non credettero…

Sabato 6 aprile ’13

Anástasi, Basilica di San Marco, VeneziaNon cedettero” suona come un ritornello in questo episodio evangelico. Per ben tre volte appare in questi pochi versetti. Le prime due volte è la risposta all’annuncio della Risurrezione di Gesù. Un annuncio che è provocato dall’incontro personale con il Risorto. Non possiamo dunque dare per scontato che il ritornello non sia vero anche per la nostra fede. Solo l’incontro personale con il Risorto stravolge la fede di una persona. L’annuncio è ciò che ti predispone alla ricerca, così come la testimonianza autentica ti spinge a porti degli interrogativi e, forse, ti apre alla disponibilità. Ma solamente l’incontro, l’impattare, con la persona del Risorto, con Gesù, fa la differenza. Non si può credere per sentito dire. Come non si può credere per educazione religiosa. C’è un momento necessario nell’esperienza di fede, una sorta di punto di non ritorno, che è l’incontro con Lui. Un avvenimento, un istante, nel quale o attraverso il quale, tutto cambia. Perché questo avvenga, a noi è richiesta una disponibilità ed un apertura di cuore. È lo stesso Signore che evidenzia una tale disponibilità interiore, rimproverando i suoi discepoli per la loro incredulità e durezza di cuore. L’incontro con il Risorto, che non è pensabile avvenga in seguito alla nostra comprensione razionale, è qualcosa che non ti aspetti. Questo può avvenire, lo ripeto, solo a partire da una totale disponibilità ed apertura di fede e di cuore. Non si può capire a priori ciò di cui non si è mai fatto esperienza.

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