“Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio” Lc5,36

Venerdì 7 settembre 2012

A volte pensiamo che sia sufficiente leggere il Vangelo e metterlo in pratica per sentirci a posto. Il Signore ci mette però di fronte ad una realtà: bisogna cambiare modo di pensare, oltre a quello di vivere. Pensare di avvicinarci al Vangelo mantenendo una mentalità del dare-avere, una logica calcolatrice, ci porterebbe fuoristrada. La cultura, educazione che abbiamo ricevuto non sono sufficienti per vivere correttamente il Vangelo. E’ il Vangelo che deve fecondare in tutto la nostra mentalità oltre il nostro vivere; influenzare il nostro bagaglio culturale, educativo che portiamo dentro di noi, e non il contrario. Il rischi è quello di aver sempre qualcosa da ridire nei confronti di Dio e del prossimo, e quel che è peggio, quando abbiamo delle rivendicazioni da far valere. Non è in questo modo che possiamo accostarci al Vangelo. Il Testo Sacro vuole dei credenti prima di tutto. La sua interpretazione è un itinerario lungo e difficile che impegna tutta la soggettività dell’interprete. Richiede un impegno all’ascolto obbediente, perché si è in grado di comprenderla, se si è aperti all’esigenza interpellatrice della PAROLA DI DIO. Occorre ascoltarla e comprenderla come imperativo assoluto per la propria vita, certezza incrollabile per la propria decisione. “Questo linguaggio è duro, chi può comprenderlo?” (Gv 6,60). “Chi è disposto a fare la volontà di Dio, comprenderà se questa dottrina viene da Dio o se io parlo da me stesso” (Gv. 7,17). Entrare in sintonia con il testo della bibbia non significa solamente comprendere il testo, ma vuol dire conformarsi a qualcuno. Il copia – incolla … non funziona!

 

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