“Misericordia voglio non sacrifici”

Sabato 22 settembre’13 TO
Traiamo dal Vangelo di oggi un aspetto molto tenero di Gesù. Gesù è preoccupato dell’alimentazione dei suoi discepoli, un sentimento genitoriale che gli fa superare le regole. Infatti, è molto importante capire che sono le regole a vantaggio dell’uomo e non viceversa. C’è il limite di velocità per non mettere a rischio la vita degli uomini, di chi guida e di chi è per strada, ma se bisogna portare un malato in ospedale, si può infrangere questa regola, così come se è necessario fuggire da un’alluvione. Non si tratta di un invito al libertinaggio, poiché la legge non è fatta per essere infranta, può tuttavia esserlo per motivi legati alla carità, che è la legge suprema. Gesù si rifà a Davide il quale infrange le regole per nutrire i “suoi”, e Davide era figura di Cristo. Non tutti i farisei erano comunque chiusi a questa novità, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Pensiamo a Rabbì Shim’on che nel 180 AC aveva detto: “è il sabato che è stato affidato a voi e non voi al sabato”. Appare così chiaro che, chi si mette nell’autentica e retta ricerca del Signore, comprende che è l’amore, la carità la suprema legge per la quale si può superare le altre leggi. Bisogna sicuramente stare attenti e vigilare sulle nostre motivazioni, poiché trasgredire una legge per comodo è semplicemente essere egoisti, mentre superarla per motivi di carità può essere un grande atto di coraggio e di misericordia. Significa osservare la legge nuova di Gesù che dice: “Misericordia voglio non sacrifici”.
Frate Andrea

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