Misericordia (Lc 6,36-38)

Lunedì 17 marzo ’14 – II sett. T.Q.

Educarsi alla misericordia. Quando hai commesso degli errori, delle colpe o dei peccati, di cui hai piena consapevolezza, hai bisogno di quel qualcosa che si chiama misericordia. Quell’amore gratuito di Dio, di quella grazia cioè, capace di rimetterti in piedi, di risuscitarti all’istante, perché l’amore di Dio è vita. Non c’è nessuna realtà sulla terra capace di rimetterti in piedi, se non il sentirti amato, ri-amato e non-giudicato. Innanzi a quest’amore immenso, misericordioso di Dio, quando qualcuno ti offende, ti fa del male, se hai davvero assaporato, sperimentato la misericordia di Dio, non puoi non perdonare anche tu.  Quell’amore ti è stato riversato in modo esagerato e “spavaldo” nel tuo cuore, affinché anche tu fossi capace di amare come Dio. Il perdono del prossimo è la conseguenza di un altro perdono: quello di Dio per me, per te, per noi, per tutto il mondo. La misericordia è un fiume in piena che non si può arrestare in noi. Ha bisogno di espandersi. San Paolo non a caso afferma che l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori (Rm 5,5). Ama, prega, perdona: allora anche tu risorgerai. Buona giornata, Fra Marco.

Alessandro Manzoni ci offre una straordinaria meditazione sul perdono ne I Promessi Sposi, quando fra Cristoforo porta Renzo innanzi a Don Rodrigo morente:

Stava l’infelice, immoto; spalancati gli occhi, ma senza sguardo; pallido il viso e sparso di macchie nere; nere ed enfiate le labbra: l’avreste detto il viso d’un cadavere, se una contrazione violenta non avesse reso testimonio d’una vita tenace. Il petto si sollevava di quando in quando, con un respiro affannoso; la destra, fuor della cappa, lo premeva vicino al cuore, con uno stringere adunco delle dita, livide tutte, e sulla punta nere.

– Tu vedi! – disse il frate, con voce bassa e grave. – Può esser castigo, può esser misericordia. Il sentimento che tu proverai ora per quest’uomo che t’ha offeso, sì; lo stesso sentimento, il Dio, che tu pure hai offeso, avrà per te in quel giorno. Benedicilo, e sei benedetto. Da quattro giorni è qui come tu lo vedi, senza dar segno di sentimento. Forse il Signore è pronto a concedergli un’ora di ravvedimento; ma voleva esserne pregato da te: forse vuole che tu ne lo preghi con quella innocente; forse serba la grazia alla tua sola preghiera, alla preghiera d’un cuore afflitto e rassegnato. Forse la salvezza di quest’uomo e la tua dipende ora da te, da un tuo senti- mento di perdono, di compassione… d’amore! Tacque; e, giunte le mani, chinò il viso sopra di esse, e pregò: Renzo fece lo stesso. Erano da pochi momenti in quella positura, quando scoccò la campana. Si mossero tutt’e due, come di con- certo; e uscirono. Né l’uno fece domande, né l’altro pro- teste: i loro visi parlavano. 

 

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>