“Mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio” Lc4,18

Lunedì 3 settembre 2012

La buona notizia. Abbiamo bisogno di buone notizie. Abbiamo bisogno soprattutto che qualcuno ci dica che per i poveri c’é ancora una speranza. Che per chi è dimenticato dalla società, disprezzato dai potenti e aggiungo anche dai più ricchi, Dio non si è dimenticato di loro. Quando ascolto questa pagina del Vangelo, sento ancora una volta, sebbene siano passati molti anni da quando la sentii la prima volta, quel fascino stupendo che non mi fa smettere di lottare. Si è vero, dobbiamo fare i conti con le contraddizioni della realtà, la sofferenza e il dolore che spesso ci schiacciano; ma queste parole risuonano così forti nel mio cuore che non riesco a fare a meno di gioire. Perché ne avverto la veridicità. Se poi guardiamo il Crocifisso, cioè Colui che sta appeso alla croce, capiamo che non ci ha mai mentito in merito. Non ha mai illuso nessuno sulla sofferenza. Piuttosto ci indica un modo, una via di uscita, per affrontare e dunque superare il limite della nostra vita. Non vuole essere una magra consolazione, questa riflessione. La fame nel mondo non è diminuita, questo lo so bene! Solamente però dal rapporto autentico con Dio possiamo trovare non solo il coraggio, ma anche la forza di rendere questo mondo migliore; proprio a partire da questo annuncio, dalla buona novella che è il Vangelo, che inevitabilmente è una speranza per i i più deboli, gli oppressi e i prigionieri. Possiamo anche noi deciderci: o come i nazaretani che, intrappolati negli stretti confini del loro pregiudizio (“Non è costui il figlio di Giuseppe?” v.2), si scandalizzano di Gesù e, rifiutandolo, gli impediscono di agire. Oppure possiamo lasciare che questa parola che Egli ha pronunciato ci affascini toccando e soprattutto sconvolgendo le profondità del nostro cuore, e così divenire collaboratori della sua grazia. Abbiamo bisogno di parole che tocchino il nostro cuore per poterci aprire alla speranza di un mondo migliore, per noi e per le generazioni future. Solamente da una parola vera, autentica, può scaturire la certezza che tutto è possibile! Ebbene, questa parola, è Gesù Cristo! Diamoci da fare.

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