Mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano (Lc 17,26-37)

Venerdì 15 novembre ’13 – XXXII sett. T.O.

Il Vangelo di oggi ci appare strano e molto duro per le nostre orecchie poco abituate ad ascoltare un annuncio del genere. Eppure sono anche queste parole che escono dalla bocca di Dio e per questo motivo necessitano tanto silenzio, ascolto e quindi conversione. Ciò che appare chiaro è che la venuta di questo intervento di Dio sarà: sofferenza per alcuni e consolazione per altri.
Chi “se la gode” avrà in questa venuta una grande sofferenza, chi invece soffre e sente il desiderio di un intervento di Dio proverà una grande esultanza. Ciò che si può comprendere è che sarà qualcosa di improvviso tanto che non ci sarà il tempo per tornare a prendere qualcosa in casa. Chi ci rimetterà comunque saranno quelle persone piene di piaceri e consolazioni umane, per loro sarà un momento difficile. Da questo brano possiamo imparare a vedere la vita in modo diverso da come l’abbiamo vista fin qui.
Le cosiddette “fortune” spesso alla lunga non si rivelano tali, così come le “sfortune” alla lunga possono rivelarsi grandi grazie perché ci tengono umili e nell’attesa del Signore. Appena arriva nella nostra vita una sofferenza subito cambia lo scenario.mL’orgoglio diminuisce e noi iniziamo a comprendere quelli che soffrono, sono privi di beni e del necessario. Perché dunque aspettare qualcosa di grande, qualche sofferenza fisica o morale per cambiare? La Chiesa nella sua sapienza ci offre periodi di penitenza come l’Avvento o la Quaresima, ma anche settimanalmente 2 giorni e la possibilità di scegliere la penitenza come stile di vita. La penitenza non è un atteggiamento per meritare l’Amore di Dio che è gratuito, ma significa mettere degli occhiali per vedere la vita com’è in realtà.
San Francesco, il penitente per eccellenza e tutti gli altri santi penitenti, sono state le persone più attente alle sofferenze altrui, hanno visto più lontano, hanno atteso il Signore con tutto il loro cuore e la sua venuta è stata percepita come la più grande consolazione e gioia. Frate Andrea.

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>