“Mai un uomo ha parlato così” Gv7,46

Ci sono parole che ti toccano il cuore. Parole che riescono a penetrare la corazza costruita nel tempo e nelle avversità, e lasciano un segno. Anche il solo ricordo ridesta in noi l’emozione e la pace di quel momento in cui le abbiamo udite per la prima volta. Non è da tutti parlare così. Non si tratta solo di padroneggiare una lingua, o di avere delle argomentazioni valide; piuttosto sono parole che provengono da un cuore puro, che sa amare, accogliere, consolare. Ma sono anche parole che interpellano e a cui non tutti hanno il coraggio di rispondere. La paura di perdere qualcosa, la mancanza di libertà possono essere la causa di un muro impenetrabile, di fronte al quale tali parole si fermano in un silenzioso rispetto. Poiché esse toccano il cuore, non possono ne violentare e ne costringere. Ricordo le parole, oggi più che mai vere, di un grande mistico quale fu Tomas Merton:  “Ogni momento e ogni evento della vita di ogni uomo sulla terra getta un seme nella sua anima. Come il vento trasporta migliaia di visibili e invisibili semi alati, così il flusso del tempo reca con sé germi di vitalità spirituale che si posano, impercettibili, nella mente e nella volontà degli uomini. La maggior parte di questi innumerevoli semi muore e va perduta, perché gli uomini non sono preparati a riceverli: tali semi infatti possono germogliare soltanto nella buona terra della libertà e del desiderio” (Semi di contemplazione, Garzanti, 1952, pag.5).

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