“Ma sono pochi gli operai!” Mt9,37-38

Martedì 10 luglio 2012

“La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!“. Il problema delle vocazioni, evidentemente, esiste da sempre; mancano gli “operai”! E’ chiaro che, se Gesù stesso avvertiva il problema, non dobbiamo sorprenderci eccessivamente della carenza odierna di vocazioni religiose e sacerdotali. C’è una difficoltà a rispondere alla chiamata di Dio; una difficoltà che soprattutto oggi ha sicuramente molte origini. Certamente la mancanza di fede che dilaga; ma non solo. Dio non è più avvertito come “qualcosa” che ha a che fare con la mia vita, il mio quotidiano. C’è un “dio” vago, di cui si ammette l’esistenza, che sta da qualche parte, e che in qualche modo, alla fine, accontenterà più o meno tutti. Ma che resta comunque qualcosa di impersonale. Per cui, anche se molti pregano, bisognerebbe capire CHI effettivamente pregano! E poi bisogna avere il coraggio di dirlo: Dio è scomodo! Insomma (mi si passi il termine), rompe! Dio è un guasta feste! Eh sì, ti rovina i progetti, ti complica la vita, e di certo non te la semplifica!  Per cui, credo che alcuni, prima di dire di “si”, ci pensino bene (sempre che ci pensino). Tu programmi tutta la tua vita nei minimi particolari, nei dettagli e poi … arriva Lui che scompiglia tutto; manda all’aria tutto. Non c’è male! Però, PERO’, se non facesse così, di certo non avremmo mai avuto un certo san Francesco d’Assisi, una santa Veronica Giuliani, un certo san Pio da Pietrelcina, o una Teresa di Calcutta. Si, Dio rompe, ma ti prende sul serio, e ti fa grande … peccato che siano in pochi a crederci.

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