“L’ombra dell’Altissimo” Lc1,35

Giovedì 20 dicembre’12

Una giornata di nebbia. Passeggio sotto gli alberi del bosco della clausura. Siamo a due gradi sotto lo zero; è tutto ricoperto da uno strato di brina. Osservo la brina, la nebbia, i rami contornati di bianco. E’ uno spettacolo straordinario, affascinante. Il bosco sembra una foresta incantata, abitata da spettri. Mi richiama alla realtà solamente il rumore delle auto che transitano sulla strada adiacente i campi che circondano il convento. Perfino gli uccellini sono troppo infreddoliti per cinguettare. Ripenso agli spettri. Gli spettri non esistono, se non nel nostro cuore e nel nostro passato. Sono i fantasmi che ognuno di noi, in qualche modo si porta, suo malgrado, dentro. La paure, le angosce; ma soprattutto le ferite. Se guardi il mondo in questa prospettiva, è tutto fermo. Mancano i colori. Penso al Vangelo di oggi. l’Annunciazione. E’ un raggio di luce in una giornata grigia. La fede è così; anche se non sai spiegarti il perché. E’ tutto fermo, gelido; congelato. Grigio. All’improvviso un raggio di luce. Quello che prima non riuscivi a vedere, all’improvviso si rivela. L’invisibile diviene visibile. E nonostante le apparenze, come il freddo e il ghiaccio, riesci a comprendere che anche il grigio è un colore di cui non puoi assolutamente farne a meno. Se non ci fosse il grigio, non capiresti mai, per esempio, il rosso, il giallo o il verde. Abbiamo bisogno anche del grigio. Allora anche gli spettri che ci portiamo dentro sono necessari all’uomo per vivere. Sono necessari in quanto ci rendono più umani, più vivi; soprattutto più vulnerabili. Ci ricordano che non abbiamo una corazza impenetrabile. Questo ci apre alla ricerca di quel raggio di luce; di quella speranza che tutte le cose di questo mondo non riusciranno mai a dare. Le nostre fragilità diventano improvvisamente delle perle preziose e luminose, dove gli altri possono trovare rifugio. Delle spiagge in cui i naufraghi dell’esistenza umana possono approdare per ritrovare un’appiglio, una speranza. Se il Signore non mi avesse reso debole e vulnerabile, mai avrei saputo accogliere le ferite dell’altro. Il grigio dunque, non è vero che è un non-colore. Il grigio è vita. Il grigio è l’ombra dell’Altissimo che ti copre per illuminarti all’improvviso, perché tu possa finalmente vedere la luce. M’illumino / D’immesno (Mattina; G. Ungaretti).

 

2 comments to “L’ombra dell’Altissimo” Lc1,35

  • che belle le tue riflessioni, mi hanno fatto venire in mente che noi siamo stati creati a immagine di Dio ma se Dio è a colori noi siamo al negativo la luce può darcela solo Lui e quel meraviglioso creato che ci circonda seppur grigio freddo e umido come questi giorni. Per essere realistici, non deve essere stato semplice per Maria aderire al progetto di Dio che forse non avrà neppure ben compreso anche perché, se è vero che Dio lo ha pensato, è vero anche che non ha spianato tutte le strade; ma fidarsi in quel buio è stato tutto ciò che doveva fare. Forse i momenti grigi e bui possono fare davvero cose grandi in noi per noi e per gli altri, pace e bene.

  • Fra Marco

    Grazie per il tuo commento, fra’Marco, animatore PGV.

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