La parte migliore

Martedì 8 ottobre ’13 – XXVII sett. T.O.

Ci troviamo di fronte oggi al famosissimo brano di Marta e Maria. È un testo bellissimo e di uno spessore fondamentale per la nostra vita cristiana di cammino dietro a Gesù.
Il buon samaritano si ferma riposarsi e viene accolto con amore in questa casa dove però riceve 2 tipi di accoglienza diversi.
Marta rappresenta una certa figura e parte di Israele, occupato nell’osservanza di tanti precetti (613) per preparare la venuta del Signore. Il lavoro preoccupato di Marta può essere considerato anche in questo senso spirituale.
Maria che ascolta e guarda il suo Signore rappresenta gli Anawim, i poveri di Javhè che non fondano la loro fede sui meriti ma sulla fiducia, sull’abbandono. Lei si lascia caricare sulle spalle dal Buon Pastore, dal Buon Samaritano, mentre Marta sta scendendo da Gerusalemme (sta allontanandosi dalla città di Dio, da Dio) senza accorgersene a causa della sua preoccupazione. Anche Maria sarà attiva, non è una figura solo passiva ma avrà anche gesti coraggiosi verso Gesù (Gv 12,3) ma fonda tutto il suo operare sulla contemplazione del volto del Signore.
Il vero apostolato nasce da qui, dall’ascolto e dalla contemplazione; poi l’apostolato sarà molto più efficace, anche basandosi su poche parole ma sulla comunicazione di quella luce e di quel calore accumulato alla presenza di Gesù, ai piedi del Maestro.
Arrivando direttamente al testo vediamo Gesù in cammino ma non più solo, infatti le parole “mentre essi camminavano”si riferiscono al buon Samaritano con tutti coloro dei quali si è preso cura. Seduta accanto dice il testo, Maria è nella posizione del discepolo vietata ad una donna; Maria vedendo Gesù è ormai uscita da ogni schema. È come se avesse tenuto in casa un grande regalo per Gesù; una volta arrivato non ha più senso tenerlo, custodirlo nell’armadio, va donato, scartato. Marta è ancora a custodire questo pacco per quando non si sa.
In questo brano 3 volte si parla di Gesù come Signore, infatti Gesù è riconosciuto da Maria come il 3 volte Santo cioè Dio! Marta è indaffarata, si sente serva, Maria riposa, ascolta Gesù, si sente sposa. Marta arriva a rimproverare non tanto Maria quanto il Signore. Gesù con immenso amore la chiama “Marta Marta”, come Mosè e Samuele, la chiama a qualcosa di grandissimo con questa vocazione solenne. La chiama per 2 volte come “Saulo Saulo” che poi in Fil 3, 8-11 reputò tutto una perdita in confronto alla sublimità della conoscenza di Cristo, lascerà perdere ogni legge per guardare Gesù, per accoglierlo come sposo. Quindi Gesù chiama solennemente Marta con immenso amore e la invita a fare come Maria, a non essere più serva ma sposa.
S.Agostino fa dire da Gesù a Marta “Tu navighi essa è in porto”. Gesù chiamandola la invita nel porto della Terra Promessa che è Lui stesso. Maria tace non si difende, si abbandona e lascia a Gesù il compito di difenderla.
Ha trovato l’Amato del suo cuore (Ct 3,4). Frate Andrea

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