La gioia di Dio

Giovedì 10 Maggio 2012

Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena” (Gv15,11). Dio è uno sa gioire. Nella Bibbia spesso emerge il lato gioioso di Dio; è uno che sa fare anche ironia. Nel Vangelo emerge questo tratto “umano” di Gesù: “Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo” (Lc10,21; Mt11,25-27). Egli stesso invita i suoi discepoli a rallegrarsi (Lc10,20). Insomma non è un “triste”. La gioia accompagna tutte le apparizioni del Risorto. Dovrebbe essere una specie di prova di autenticità della fede. Mi riferisco piuttosto a tutti quei momenti in cui non siamo mai contenti. Ad esempio: se non c’è campo per il cellulare; se il computer impiega troppo tempo ad avviarsi. Oppure se il vecchietto fermo al semaforo davanti a noi ci mette qualche microsecondo in più a scattare. O, come, il caso successo a me stamattina, quando ho dovuto rifare due volte la stessa fila per il ticket. Ecco in queste piccole cose si vede l’autenticità della nostra fede. Se invece non sappiamo rallegrarci e ci arrabbiamo, sbuffiamo o peggio, forse vuol dire che tuta la società in cui viviamo, siamo pieni di frustrazioni, e in qualche caso, di malattie invisibili che non esistono. Se questo ancora non bastasse per riflettere, beh, pensa almeno che a questo mondo c’è qualcuno che sta peggio di te. Che questo qualcuno forse oggi ancora non ha mangiato, e, forse, nemmeno mangerà. Pensiamoci bene prima di arrabbiarci, se davvero stiamo messi così male. Dio non ha il volto triste.

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