La ferma decisione (Lc 9,51-56)

Martedì 1 ottobre ’13 – XXVI sett. T.O.

Il Vangelo di oggi ci offre un versetto che è la svolta del racconto di Luca. Il versetto 51 dice: “Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, Gesù si diresse decisamente verso Gerusalemme”. Gesù indurisce il suo volto e va diritto verso Gerusalemme. Indurire il volto indica la sua decisione ferma, non facile; è il volto di misericordia che non è un volto indeciso o stupido, poiché la misericordia è un atteggiamento intelligente, una scelta d’amore e Gesù è deciso di adempiere il disegno del cuore del Padre: la salvezza dell’uomo. Gesù decidendo con fermezza la salita a Gerusalemme mostra di essere lui stesso il buon samaritano che percorre il cammino inverso di tutti i personaggi che nella parabola vengono via da Gerusalemme, la città dell’intimità col Padre.
In questo brano evangelico troviamo il grande mistero del cuore dell’uomo che rifiuta Gesù. È incredibile! Noi uomini siamo proprio così: divinizziamo dei dittatori che non ci amano, divinizziamo chi ci toglie un sacco di soldi e non accogliamo chi ci ama veramente. Come chi disprezza i  genitori che lo amano, e abbandonandoli e si mette a completo servizio di persone che plagiandolo alla fine lo schiavizzano. È un grande mistero! Disprezzare chi ci ama e seguire chi ci sfrutta!
Eppure nemmeno questo mistero di non accoglienza toglie a Gesù il suo desiderio di salvare l’uomo; Gesù va avanti senza vendetta e anzi sgrida Giacomo e Giovanni che dimostrano di non aver ancora contemplato molto questo volto misericordioso di Gesù. Gesù li sgrida come sgrida i demoni per liberare questi suoi figli amati.
Il Vangelo ha in questo frangente anche un altro passaggio: fin qui si è sottolineato l’ascolto, da adesso in poi si evidenzia la visione, la contemplazione. Questo volto di Gesù non accolto si volge altrove e continua il suo viaggio. Non distrugge il paese, si rattrista per esso ma continua ad amarlo, comprende che non è ancora giunto il giorno propizio per la sua salvezza.
Questo giorno arriverà proprio quando Giovanni e Pietro torneranno e potranno dare loro il fuoco dello Spirito Santo; non un fuoco distruttore ma creativo (cfr At 8, 15-17). Viene quindi sottolineata anche in questo testo la pazienza di Gesù, la sua capacità di attenderci sempre affinché portiamo frutto. Frate Andrea.

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>