La casa … (Mt 7,21.24-27)

Giovedì 5 dicembre ’14 – I sett. T.O.

Costruire. Tutta la nostra vita può essere considerata una specie di cantiere in continua costruzione. Non si finisce mai d’imparare, crescere, conoscere. Il tempo porta con sé una continua evoluzione nella nostra vita. Il nostro corpo si evolve ogni giorno. Tutto questo è straordinario, meraviglioso! Se una casa, un palazzo, una torre, è costruita bene, si vede solamente con il tempo. Le costruzioni più belle, più innovative, si vedono se reggono l’urto del tempo. Perché, è la storia che lo insegna, possono anche reggere qualche terremoto, o intemperie, e dare l’impressione di solidità, ma non è detto che a forza di dai e dai qualcosa cominci a sgretolarsi. Quando meno te lo aspetti, improvvisamente la costruzione crolla. “Ma come? Sembrava così solida!”. Eppure, solo il tempo che è galantuomo dirà se la casa era ben costruita. La nostra vita è dunque la casa in cantiere che dobbiamo imparare a costruire sapientemente sulla roccia, quella roccia che ha varcato i confini del tempo: Gesù Cristo. Costruire la propria vita: l’impresa più ardua, l’avventura più bella che ci aspetta. È necessario però, imparare a costruire, facendo discernimento. Non tutti i materiali a disposizione sono adatti. Ci sono materiali che li per li ti sembra che diano affidamento; ma poi si rivelano inadeguati. Così nella vita, ci sono realtà , esperienza che sembrano luccicare promettendo il paradiso sulla terra a un mercato, ma che con il tempo scopri di dover pagare il rovinoso crollo con rate amare di tristezza. Trovo quanto mai vere queste parole di Giovanni Paolo II: “La libertà la si conquista giorno per giorno. Non puoi semplicemente possederla! Ti è data in dono, ma la conservi lottando. La libertà la paghi con tutto il tuo essere, perciò chiamerai libertà ciò che, mentre paghi, ti permette di essere sempre padrone di te stesso. Questo è il prezzo per passare alla storia per segnarne le epoche”. Il Vangelo di oggi dunque ci invita a non avere una fede solo rituale “Signore, Signore”, ma una fede che abbia un risvolto nella vita quotidiana che non fermandosi al ritualismo, si esprima con atti concreti di amore al prossimo. Altrimenti è come ammirare la città forte (1^ lettura) ma non entrarvi. Andiamo così incontro a questa giornata cercando di costruire la nostra casa, la nostra vita sulla roccia, su Dio. La casa sarà senz’altro costruita ma bisogna vedere dove. Sulla sabbia degli idoli, case che si costruiscono in fretta, ma appena arriva la tribolazione, crollano. Sulla roccia di Dio sicuramente, più difficili da costruire, ma più durature, anzi eterne.Fra Marco e fra Andrea.

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