La Buona Notizia …

Mercoledì 22° settimana
VANGELO (Lc 4,38-44)
È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagòga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagòghe della Giudea.
Parola del Signore.
Il Vg di oggi ci parla anche di un’altra tematica importante. Vediamo ad un certo punto Gesù partire per la preghiera sua personale, parte di primo mattino; è molto affascinante questa immagine di Gesù che se ne va in solitudine a pregare. Va quando “era ancora buio”, la preghiera è un passaggio dalla morte alla vita, dalle tenebre alla luce.
Pensiamo alla preghiera di S.Francesco “illumina le tenebre del cuore mio” e come avvenne questa illuminazione!
Vediamo i verbi di questo brano evangelico: si alzò, uscì, si ritirò, pregava, e va in un luogo.
Questi verbi indicano la resurrezione: alzarsi = risorgere e così uscire richiama l’uscire dal sepolcro. Si ritirò indica l’importanza di allontanarsi un po’ dal mondo, dalle vicende, dalle notizie, il mondo va avanti anche se “mi ritiro” per 30 minuti in una chiesa o altrove. “Là pregava” sono 2 parole importanti: pregare è il fine di tutto questo suo alzarsi ecc. ma è importante anche questo “là” che è la ricerca di un luogo adatto per la preghiera: il luogo per eccellenza della preghiera è il cuore, ma per rientrare nel cuore è importante avere un luogo anche esterno che ci aiuta in questo viaggio al nostro cuore. È un invito anche per noi alzarsi, uscire e trovare il
nostro “là” dove pregare.
Gesù dopo la preghiera parte, va a compiere la volontà del Padre, si è fatto giorno. Tante volte quando non sappiamo che fare, iniziamo a telefonare a destra e a sinistra per saper che fare, mentre Gesù è l’ultimo a cui chiediamo “cosa vuoi che io faccia?”; ecco Gesù esce dalla preghiera con questa certezza e anche con la luce necessaria per smascherare la tentazione di rimanere lì dove lo applaudono e tralasciare l’annuncio del Regno di Dio altrove.
Per sapere poi quale può essere stato il contenuto della preghiera di Gesù è logico che dobbiamo rifarci ai contenuti biblici. Gesù ovviamente non può non aver fatto una preghiera biblica visto che tutta la Scrittura è ispirata dallo Spirito Santo. È quindi qui che possiamo rintracciare i contenuti della preghiera di Gesù, una preghiera di intimità con Dio che Gesù chiama e insegna a chiamarlo Papà, Babbo, Padre mio.
Una preghiera fatta di abbandono “come bimbo tra le braccia della madre…” Sal 131, “nelle tue mani affido il mio Spirito”, “non temerò alcun male perché Tu sei con me”, “ti sono note le mie vie..” ecc.; una preghiera di intercessione, come Abramo davanti a Sodoma, come Mosè a favore del suo popolo ribelle ecc, di sfogo davanti al Padre delle proprie angosce, “il nemico mi perseguita…”, di lotta con Dio come Giacobbe, di anelito “mostrami il tuo volto” ecc.
Ci sono tantissimi spunti biblici sulla preghiera che ovviamente erano i contenuti stessi della preghiera di Gesù.
Pregare è poi accogliere Gesù che si accosta al nostro “letto”, che rappresenta la nostra debolezza che ci tiene fermi, innaturalmente al di là del necessario riposo, ma che, anzi, ci blocca.
È bello notare questo atteggiamento di Gesù che non indica solo come per sbaglio o per caso si è comportato ma ci mostra un suo tipico atteggiamento.
Gesù con infinita delicatezza si avvicina al letto della malata, la prende per mano e la tira via dalla sua malattia, la guarisce. Lo stesso atteggiamento lo mostra con la figlia di Giairo.
A volte pensiamo che una nostra debolezza, un nostro peccato allontani il Signore e così non lo preghiamo, aspettiamo che “gli sia passata”.
Gesù non è così, Lui si mostra vicino a chi soffre anche a causa delle sue debolezze, dei suoi peccati che provocano una forte febbre, che bloccano come blocca la permalosità, la vendetta, l’orgoglio, l’invidia.
Gesù non ci condanna, si fa vicino al nostro “letto”, ci prende per mano e ci tira su.

Frate Andrea

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