“Io sono il pane della vita” Gv6,35

 

Il pane. Alimento semplice e fondamentale. Non sono sicuro se oggi ne conosciamo il valore. Non è la stessa cosa mangiare il pane fatto in casa e quello preso al market avvolto in un pellicola di cellofan. Non hanno lo stesso sapore. Non sono uguali. Penso anche che l’abbondanza abbia fatto perdere il suo valore esistenziale, per la sopravvivenza. Al pane, all’averlo o meno, era, ma lo ancora oggi in molti luoghi, legata l’esistenza di una persona, di una famiglia, di un popolo. Penso a che cosa può suscitare in chi soffre la fame, o comunque che si trova nell’indigenza, e deve lottare per sopravvivere ogni giorno, ascoltare questa voce che dice: “Io sono il pane della vita“. Quello che queste parole possono scatenare nel profondo del suo cuore: il desiderio di vita, la voglia di giungere ad una pienezza che evidentemente ancora non si possiede. Non è tanto la sazietà, ma piuttosto la speranza di una vita possibile, di una vita che sia appunto Vita.

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