“Io non sono di questo mondo” Gv8,23

Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo“. La domanda più cruciale, più insidiosa che possiamo farci è questa: Esiste un altro mondo? un’altra realtà, diciamo, parallela? Esiste dunque la vita eterna? Chi può dirci se esiste qualcos’altro oltre la nostra esistenza. Ricordo una lettera di Platone studiata tanto tempo fa:  «Mi sembra, Socrate – dice Platone – e forse sarai anche tu del mio parere, che essere così sicuri su certe questioni, sia una cosa impossibile o, per lo meno, molto difficile, almeno in questa vita; d’altronde, io penso che il non esaminare da un punto di vista critico le cose che si son dette, il lasciar perdere il problema, prima di averlo indagato sotto ogni aspetto, sia proprio dell’uomo dappoco; quindi, in casi simili, non c’è altro da fare: o imparare da altri, come stanno le cose, o trovare da sé, oppure, se questo è impossibile, accettare l’opinione degli uomini, la migliore s’intende, e la meno confutabile e con essa, come su di una zattera, varcare a proprio rischio il gran mare dell’esistenza, a meno che uno non abbia la possibilità di far la traversata con più sicurezza e con minor rischio su una barca più solida, cioè con l’aiuto di una rivelazione divina» (Fedone, XXXV). Quale messaggio più bello nella Sacra Scrittura di questo: “IO SONO LA VIA” (Gv14,6). Qualcuno che finalmente conosca il sentiero della vita, la strada da percorrere. Qualcuno che possiede la Risposta Ultima.

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